Solaio del campanile a rischio infiltrazioni Fuori uso anche pc e boiler della canonica

Sulla casa dei fedeli si è aperto, in cima alla torre campanaria di Staranzano, uno squarcio della superficie di un metro quadrato. Altro che buco: il fulmine fatale ha provocato martedì notte un’apertura sul campanile paragonabile alle dimensioni di uno pneumatico da tir. Così, alla possibile minaccia di precipitazioni, il rischio che ora corre la parrocchia dei santi Pietro e Paolo è di dover fare i conti con l’invasione dell’acqua. Un pericolo, del resto, messo nero su bianco dalla perizia resa, dopo il sopralluogo di mercoledì mattina, dall’ingegnere Riccardo Leonardi, incaricato dal Comune. «Il manto di copertura del campanile dovrà venir ripristinato il prima possibile – annota il consulente, scortato nella perlustrazione dal tecnico dell’ente Armando Furlan e da don Paolo Zuttion – per evitare infiltrazioni d’acqua che potrebbero danneggiare ulteriormente la struttura lignea». E provocare «altre possibili cadute di calcinacci» in via Savoia.
Fortunatamente, tuttavia, «per quanto visibile ed ispezionabile, la struttura portante del campanile non ha subito danni». Diverso il discorso per gli impianti elettrici, come ammesso dal parroco: «Oltre al contatore dell’Enel, si è bruciato il boiler della canonica e anche il computer è ko». Il primo intervento di un elettricista ha già individuato alcuni problemi, ma ancora si attende la verifica completa di tutti i dispositivi presenti. In ogni caso le campane sono fuori uso, silenziate chissà per quanto tempo. «Vedremo se l’assicurazione potrà aiutarci a riparare ogni danno determinato», commenta desolato don Zuttion. Altrimenti si dovrà attendere l’aiuto dalla divina provvidenza. «Purtroppo – conclude il parroco – la saetta ha colpito l’unico campanile dell’unità pastorale...». Martedì notte la torre campanaria è stata centrata da un fulmine che, oltre a causare danni al quadro Enel e all’impianto elettrico, ha bucato il tetto e provocato la caduta di tegole e calcinacci, motivo per il quale l’area è stata poi transennata, così da escludere il transito ai pedoni e il pericolo di ulteriori cadute di laterizi.
La folgore ha fatto cadere coppi e tavelle, ma si sono mosse e lesionate anche le parti limitrofe. Risparmiata invece la struttura portante della copertura in legno, non intaccata dall’evento. —
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