Soldi per il Porto nuovo dal Fondo Trieste

Cambio di destinazione per 2,6 milioni, l’Authority vuole utilizzarli per il restauro della sopraelevata
Lasorte Trieste 10/10/07 - Partito Democratico - Franco Codega
Lasorte Trieste 10/10/07 - Partito Democratico - Franco Codega

Una volta il Fondo Trieste era generoso, tanto che molti chiedevano e ottenevano soldi, e poi magari non riuscivano nemmeno a spenderli. Ancora oggi, dopo le prime “distribuzioni” del tesoretto da circa 4 milioni che è stato individuato come rimanenza riutilizzabile, ed è stato quasi tutto già redistribuito su domanda, la Commissione con sede in Prefettura e di cui è presidente il consigliere regionale Pd Franco Codega si appresta a destinare nuove somme.

In particolare ci sono ancora a disposizione 800 mila euro al capitolo “imprese” ma verrà fatto un apposito bando provvisto di regolamento, mentre una quindicina di domande è già arrivata da chi si appella al titolo successivo, “cambiamento delle destinazioni d’uso” delle cifre chieste e ottenute anche 10 anni fa. Se oggi si ripristina un finanziamento, ma le esigenze sono cambiate, questa variazione si può fare purché non deviando completamente quei denari. «Se erano stati chiesti per la ricerca - spiega Codega - devono restare alla ricerca magari per un progetto diverso da quello iniziale, e così se erano iscritti al campo dell’edilizia devono essere richiesti con la stessa ragion d’essere».

Il più alto finanziamento “di recupero” nel settore dei cambiamenti di destinazione d’uso l’ha fatto l’Autorità portuale, che ha chiesto di avere 2,6 milioni di euro giacenti, allo scopo di restaurare poco più di un chilometro e mezzo della strada sopraelevata che serve il Porto nuovo. «Era una cifra molto alta rispetto alle quote di 60-70 mila euro degli altri richiedenti - afferma il presidente della commissione -, ma si è appurato che la richiesta era stata corredata di un corposo dossier tecnico e fotografico, per cui la somma è giustificata e l’Autorità portuale dovrà anzi aggiungere circa 100 mila euro per portare a compimento il lavoro».

Sono le imprese a dover attendere ancora un po’ prima di fare appello. «La somma residua a questa voce non è certo grandissima - prosegue Codega -, non vogliamo suscitare aspettative in troppi, istruire molte pratiche che poi non possono avere risposta positiva». E dunque è in allestimento un regolamento, e verrà appunto fatto un avviso pubblico cui gli interessati, seguendo i parametri, potranno fare domanda oppure no.

Finora sono stati distribuiti, del “tesoretto ritrovato”, 1 milione al Comune e 900 mila euro alla Provincia per l’edilizia scolastica (e qui per adesso i fondi su “edilizia pubblica” sono finiti), e 1,2 milioni alla ricerca scientifica, cui si sono appellati quasi tutti gli enti triestini di ricerca a partire dall’Università, «soprattutto - prosegue il presidente - per borse di studio, formazione e progetti di trasferimento tecnologico, tutte cose a diretto vantaggio dei giovani».

Si chiude qui la speranza di trovare in cassetto qualche altro soldo dimenticato? Pare di no. «È possibile che lavorando ancora si rintraccino altre cifre non spese, e recuperarle è un lavoro importantissimo in questo momento di tali difficoltà economiche».(g. z.)

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