Soldi spariti, a giudizio il sindaco di Zara

Quand’era ministro Kalmeta avrebbe sottratto oltre due milioni da aziende pubbliche. Assieme a lui in aula altri 12 imputati
Di Andrea Marsanich

ZARA. Si complica la situazione per uno degli esponenti più noti del centrodestra in Croazia, il sindaco di Zara ed ex ministro della Marineria e Trasporti Bozidar Kalmeta. Il Tribunale regionale di Zagabria ha deciso di citarlo in giudizio, confermando così l'atto d'accusa avanzato mesi fa nei suoi confronti dall'Uskok, l'Ufficio per la lotta alla corruzione e alla criminalita' organizzata. Secondo gli investigatori dell'Uskok, Kalmeta - all'epoca in cui era ministro - aveva distribuito illegalmente ai suoi collaboratori e ad alti esponenti di due aziende pubbliche, Società autostradale croata (Hac) e Strade croate (Hc), ben 15 milioni di kune, circa due milioni di euro; e ulteriori 850mila euro. Si trattava di denaro prelevato dalle due imprese citate e altrimenti destinato a costruzione e manutenzione della rete stradale in Croazia.

Sul banco degli imputati con Kalmeta si troveranno altre dodici persone, tra le quali vanno nominati Zdravko Livakovi„, ex segretario di stato al ministero di Kalmeta e presidente del Comitato di controllo della Hac; l'ex direttore finanziario della Hac stessa, Josip Sapunar; e l'ex direttore generale della Hc, Stjepko Boban.

Il pentito in questa vicenda è Josip Sapunar, che nel corso delle indagini ha puntato l'indice contro Kalmeta, dipingendolo come il grande burattinaio che aveva versato abusivamente quasi tre milioni di euro. L'ex direttore finanziario aveva poi indicato in Livakovi„ e in Milivoj Mikuli„ (ex membro della direzione della Hac) le persone alle quali consegnava il denaro, che poi finiva nel conto corrente bancario austriaco della ditta ceca Remorker International appartenente all'imprenditore croato Igor Premilovac, anch'egli citato in giudizio.

Contattato dai giornalisti, il primo cittadino di Zara - nonché presidente della sezione del’Hdz nella Contea zaratino-dalmata - ha dichiarato: «Non sono per nulla turbato, anzi ora potrò dimostrare in sede processuale la mia innocenza. Non c'è la benché minima prova contro la mia persona. Ero convinto - ha aggiunto - che il tribunale zagabrese avrebbe agito in questa direzione accettando le tesi dell'Uskok. In un secondo tempo mi riservo di rivelare i perché di questo caso montato».

Alla precisa domanda di un giornalista, Kalmeta ha detto di non avere alcuna intenzione di dimettersi dalla carica di sindaco di Zara né dall’incarico all’interno del partito: «Fino a prova contraria, sono innocente e pertanto resto al mio posto. Saprò dimostrare di essere stato accusato ingiustamente». Kalmeta si è però rimangiato ciò che aveva pubblicamente promesso tempo fa, ossia l'intenzione di ritirarsi dalle cariche in seno all'Hdz (partito al potere a Zara e in Croazia) se il suo caso fosse finito in un'aula giudiziaria. Al momento non è nota la data d'inizio del processo.

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