Sommozzatori del Noe assieme alla Capitaneria per indagini sul canale

Sommozzatori dei Noe (Nucleo operativo ecologico) ieri all’opera per una buona parte della giornata nel canale di accesso del porto di Monfalcone, coadiuvati dalla Compagnia dei carabinieri di Monfalcone e affiancati dalla Capitaneria di porto di Monfalcone che ha dato «supporto logistico».

Immersioni per fare analisi, prelievi, ma soprattutto indagini di tipo ambientale. Un’operazione confermata dalle varie autorità entrate in gioco, nessuna informazione o dettaglio invece sui particolari delle indagini. Si sa comunque che si tratta di «attività pianificate da tempo». Null’altro anche se ipotesi e supposizioni non vanno tanto lontano. Le indagini sono sicuramente guidate dalla Procura della Repubblica di Gorizia che da tempo ha aperto un faro speciale, con il supporto attivo alla Capitaneria di porto (come hanno confermato di recente anche i vertici e in particolare il comandante Giovanni Nicosia e l’ammiraglio ispettore capo Giovanni Pettorino durante una visita), su tutti i dragaggi. Ma in particolare sull’escavo del canale di accesso. Un’opera infrastrutturale attesa da oltre 10 anni, fondamentale per lo sviluppo del porto, che è anche finanziata dalla Regione e vede un progetto (per arrivare a una profondità media di 13,5 metri che permetterebbe di far arrivare navi più grandi) che per ora è fermo e di cui non si hanno notizie. Si hanno notizie invece delle indagini continue della Procura e degli avvisi di garanzia che sono giunti nonostante ci sia solo un progetto che non è mai stato eseguito. Ma anche altre opposizioni e contestazioni giunte pure da parte del Provveditorato opere pubbliche.

Un vero garbuglio con un progetto con difficoltà ambientali apparentemente insormontabili in Italia (nel resto d’Europa, compreso il vicino porto di Capodistria tutto questo non accade quando si tratta di scavare semplice fango) che ora è bloccato nonostante tutte le menti esperte che vi hanno lavorato sopra e che impedisce l’apertura di un cantiere di un’opera infrastrutturale essenziale per far vivere e crescere la portualità a Monfalcone. —

G.G.

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