Spaccio di droga agli studenti, a processo 8 richiedenti asilo

Gli imputati sono accusati di aver ceduto hashish e marijuana anche a minorenni. L’indagine partita dalla segnalazione delle scuole vicino il parco Valletta del Corno
Laura Borsani
Bumbaca Gorizia 11.09.2018 Tribunale © Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 11.09.2018 Tribunale © Fotografia di Pierluigi Bumbaca

GORIZIA. Otto extracomunitari di origine afgana e pakistana, richiedenti asilo e domiciliati in città, nel dormitorio della Caritas, sono chiamati a giudizio per detenzione e spaccio di stupefacenti, hashish e marijuana, a studenti frequentanti gli istituti superiori. Nei loro confronti vengono contestate le aggravanti di aver ceduto le sostanze psicotrope a minorenni, di età tra i 15 e i 17 anni, e di aver agito in prossimità di alcune scuole. Contestato quindi il «concorso nel reato con un numero di concorrenti superiore a cinque».

I rifugiati richiedenti asilo sono Asghar Stanakzai, 25 anni, Hikmat Yar, 20, Sameer Jahed, 27, Javid Rahman Wrdak, 29, tutti di nazionalità afgana, Hayan Ali Samad, 21, Waqas Masih, 28, Nadeem Akhtar, 36, originari del Pakistan, e Jawo Mbye, 24, nato in Gambia. Per loro il processo si aprirà il prossimo 4 novembre, davanti ai tre giudici in composizione Collegiale.

Le cessioni, secondo la Procura, rappresentata dal pubblico ministero Ilaria Iozzi, avvenivano nel parco Valletta del Corno, tra viale Oriani e via Virgilio. Tra i giovani clienti anche maggiorenni. Sul tappeto una serie di episodi susseguitisi nell’arco di una decina di mesi, tra febbraio e novembre del 2019. I ragazzi all’epoca delle indagini erano stati ascoltati dagli inquirenti e ora presumibilmente, quantomeno alcuni, potranno essere citati a processo in qualità di testimoni.

Si attende comunque l’avvio del processo, nell’ambito dell’udienza filtro, per conoscere le relative liste dei testi che saranno presentati dalle parti. I legali difensori sono gli avvocati Vanek Franz Battello, Guglielmo Bancheri, Andrea Guadagnini, Angelo Andrea Aluisi, Mauro Guzzon, Nicoletta Luzzatto Guerrini. Secondo la pubblica accusa gli otto richiedenti asilo, «in concorso tra loro e previo accordo», in più occasioni cedevano lo stupefacente in questione, nell’area verde vicina agli istituti scolastici.

Sempre secondo quanto ricostruito dalla Procura, la vendita della sostanza veniva concordata telefonicamente. Il gruppo si riuniva, quotidianamente, all’interno del parco Valletta del Corno, stazionando vicino ad un muretto, in attesa dell’arrivo, ma anche del passaggio, degli acquirenti, avendo preventivamente provveduto a nascondere la droga tra le piante e i rami degli alberi. Hashish e marijuana già pronti in dosi, per le quali seguiva la relativa consegna.

Lo spazio verde, dunque, eletto a “epicentro” dell’attività di spaccio, con lo scambio tra il denaro, di cui veniva controllato l’effettivo importo richiesto, e la droga prelevata dagli alberi e consegnata. Episodi diversi in circostanze distinte, nell’ambito di un’attività «in esecuzione di un medesimo disegno criminoso», come sostiene la Procura. Il procedimento si basa sull’attività di indagine eseguita dal Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia dei carabinieri di Gorizia, all’epoca coadiuvato da quello di Favaro Veneto, in virtù del trasferimento di uno degli imputati dalla città isontina alla località veneta, e dalle dichiarazioni dei ragazzi ascoltati dagli inquirenti.

L’attività d’indagine era partita a seguito di alcune segnalazioni pervenute dagli istituti scolastici vicini al parco Valletta del Corno. Si erano articolati i servizi di osservazione da parte dei militari al fine di sondare la situazione nell’area. Un monitoraggio quindi durato fino all’autunno del 2019. E il prossimo 4 novembre si aprirà il processo. Spetterà pertanto al dibattimento e al confronto delle parti, davanti al Collegio giudicante, entrare nel merito della vicenda. 

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