Smantellato “delivery della cocaina” a Trieste: 10 arresti e 2 kg di droga sequestrati
Maxioperazione della Polizia di Stato: a capo della banda c’erano due fratelli kosovari residenti nel rione di San Giacomo. Una ventina le perquisizioni

La Polizia di Stato di Trieste ha sgominato una banda che aveva messo su a Trieste un vero e proprio “delivery della cocaina”, una maxioperazione che si è conclusa con 10 arresti e 20 perquisizioni.
Le indagini sono iniziate a gennaio 2025, a seguito di un’aggressione avvenuta a Campo San Giacomo tra cittadini kosovari e albanesi. Come accertato successivamente dagli investigatori, alla base della lite c’erano un regolamento di conti e la ripartizione della piazza di spaccio.
L’attività di indagine condotta dalla Squadra Mobile di Trieste ha rivelato una solida organizzazione con a capo due fratelli di origine kosovara, residenti in uno stabile nel rione di San Giacomo. I due, avvalendosi di persone reclutate e giunte appositamente dai loro paesi di origine per svolgere l’attività illecita, principalmente dal Kosovo, e di altri soggetti conniventi e materialmente coinvolti nell’attività illecita, soddisfacevano le richieste di centinaia di “clienti” al giorno.
Sono migliaia le cessioni documentate e accertate nel corso dell’attività. Lo schema utilizzato era sempre lo stesso: una sorta di “delivery della cocaina”. I due fratelli ricevevano telefonicamente le richieste dei clienti e poi davano indicazioni ai loro ragazzi, ingaggiati di volta in volta, i quali materialmente provvedevano alle consegne.
Grazie all’attività investigativa gli agenti sono risaliti anche ai soggetti ritenuti fornitori dei fratelli, raccogliendo numerosi elementi di prova a loro carico.
Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati quasi 2 kg di cocaina, circa 16 mila euro in contanti, numerosi capi d’abbigliamento e profumi ancora etichettati, proventi di furto, utilizzati dai clienti come corrispettivo per l’acquisto della sostanza.
Complessivamente, dieci sono le persone individuate come facenti parte del gruppo e poste in stato di arresto, di cui sei in flagranza di reato dagli agenti della Sezione criminalità diffusa della Squadra Mobile e quattro sottoposti a misura cautelare personale a seguito dell’ordinanza emessa dall’autorità giudiziaria.
Lo scorso 16 dicembre sono scattate anche le perquisizioni nei confronti di 20 soggetti: 13 ritenuti a vario titolo responsabili in concorso nel reato di spaccio di sostanze stupefacent e altri 7 soggetti non indagati nel procedimento penale, ma legati al gruppo criminale, di cui due dimoranti in provincia di Pordenone.
Riproduzione riservata © Il Piccolo








