Il QrCode a Carnevale divide Muggia tra sì, no e indecisi: una petizione online ne chiede l’abolizione
Il provvedimento è stato preso per garantire la sicurezza delle serate: «Un’azione che altera lo spirito della manifestazione e crea barriere»

All’indomani della presentazione delle novità riguardanti la gestione relativa agli ingressi al Carnevale muggesano con QrCode a pagamento per i non residenti, nelle calli cittadine e nel capannone dei carristi in via di Trieste regna ancora tanta confusione.
In tanti sono convinti che quella dell’inserimento del diritto di segreteria sia una mossa sbagliata che porterà inevitabilmente a snaturare lo spirito con cui il Carnevale è nato secoli fa ed è “rinato” nel 1954, quindi settantadue anni fa, ma tanti sono anche quelli che sono convinti che occorra andare in questa direzione per tutelare i residenti del centro storico e tutti coloro che hanno voglia di divertirsi in modo sano e quindi mettere al sicuro la giovialità popolare della festa.
La petizione
Sul fronte del “No al QrCode”, nelle scorse ore, è apparsa sulla piattaforma Change.org anche una petizione, promossa da Greta Cangiano che chiede al sindaco Paolo Polidori di rimuovere o, quanto meno, ridurre il prezzo dei QrCode. Per la promotrice si tratta di «un’azione che non solo altera lo spirito tradizionale e aperto della manifestazione, ma crea anche una barriera tra le persone, allontanando coloro che potrebbero non avere gli strumenti tecnologici o le risorse finanziarie per accedervi».

«La sicurezza - si legge - è indubbiamente cruciale in eventi di questa portata, ma confinare l’accesso con un sistema di pagamento elettronico rischia di tradire i principi di accessibilità e partecipazione che hanno reso il Carnevale di Muggia tanto speciale». La petizione sta riscontrando un discreto successo tenuto conto che in meno di 20 ore ha raccolto ben 500 firme. Ma è nel capannone di via di Trieste, tra i volontari alle prese con cartapesta, colla, cartoni e altro materiale per la realizzazione delle creazioni allegoriche delle rispettive compagnie che sfileranno domenica 15 febbraio, che le voci dei pro, dei contro e dei ni si materializzano.
Nel capannone
Nell’intricato labirinto del capannone, con le strutture che prendono forma sotto le sapienti mani degli artigiani del Carnevale, c’è Francesco Monteforte, presidente della Compagnia Bellezze Naturali, per il quale «si poteva optare per una soluzione più semplice, ossia far entrare gratuitamente solo giovani vestiti a maschera».
«È un’assurdità prevedere il pagamento – aggiunge Christian della Compagnia Bellezze Naturali – perché se vuoi davvero fermare la gentaglia basta vedere chi arriva in maschera e lasciarlo passare. Se uno si presenta vestito a Muggia è perché vuole festeggiare. Ma, a prescindere, qualsiasi limitazione secondo me è sbagliata. Bloccare la gente, controllare documenti, creare file mi pare assurdo. E poi i controlli interni nella zona blu gli steward potranno farli? Parliamo di un’area pubblica, non privata. Poi uno deve pagare 10 euro, ma per cosa? Cosa gli viene offerto?».

«Il Carnevale – dice Dario della Compagnia Brivido – viene fatto grazie alle Compagnie e agli esercenti che lo promuovono. Non siamo stati coinvolti dall’amministrazione comunale. Non sono assolutamente d’accordo con l’introduzione del pagamento dei 10 euro. Avremo anche dei problemi per i tantissimi controlli che verranno effettuati».
Le voci favorevoli
C’è anche chi esprime la sua soddisfazione per la nuova misura: «Finalmente dopo 20 anni arriva forse una soluzione. Io abito in centro storico e si trasforma in una cloaca, con bottiglie vuote, olezzo di urine e giovinastri che non spendono nulla perché si portano da bere da casa. Spero che funzioni altrimenti finisce male», spiega Fulvio con Arturo, della Compagnia Ongia.

Per Stefano e Paolo della Compagnia Mandrioi «l’introduzione del QrCode a pagamento a livello di sicurezza non cambierà nulla»: «Poi magari funziona la sperimentazione. Non lo condanniamo a priori, magari sarà un’esperienza utile. L’anno scorso non si sono registrati problemi, mentre ci sono stati nel corso del Carnevale estivo. Stiamo a vedere. Sembra che da un lato si voglia fare festa grande e dall’altro si punti a far arrivare meno gente possibile. È un po’ un controsenso». —
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