“I Papocchioni” dello scientifico Galilei riportano a Trieste la Coppa Aurea
Interrotto il digiuno ventennale nella competizione di matematica a squadre dominata dalla scuole venete

«Gioco di squadra»: con i compagni oggi, con i colleghi domani. È su questa idea che il dipartimento di Matematica, Informatica e Geoscienze dell’Università di Trieste costruisce da anni la Coppa Aurea, la competizione di matematica a squadre per gli istituti superiori.
Nella XIX edizione, disputata il 6 marzo nell’Aula Magna dell’Ateneo, il gioco di squadra ha premiato una scuola di casa: il liceo scientifico Galilei, vincitore con 1.266 punti dopo vent’anni di dominio delle scuole venete. La squadra si chiama “I Papocchioni” ed è composta da sette studenti: Carla Angelica Vilma Chichiarelli (capitana), Cristian Zaintl, Alessandro Marchesan, Malik Burekovic, Edoardo Del Ferro, Dana Puzzer e Leonardo Tavano, accompagnati dal professor Eolo Di Casola.
Cinque erano già in campo l’anno scorso, quando il Galilei aveva chiuso secondo. «Quest’anno sono migliorati ancora: hanno risolto quasi tutti i problemi», racconta Loredana Rossi, professoressa di matematica del Galilei da poco in pensione, rimasta al fianco dei ragazzi anche quest’anno. La conquista della Coppa Aurea vale alla squadra del Galilei l’accesso diretto alla finale nazionale di Cesenatico.
E non è finita qui, perché gli studenti del Galilei si sono distinti anche nelle gare provinciali delle Olimpiadi della Matematica: «Quest’anno abbiamo avuto sul podio tre studenti: Burekovic, Chichiarelli e Del Ferro» spiega il professor Di Casola. I primi due classificati accedono anche alle finali nazionali, quindi il Galilei manderà a Cesenatico sia una squadra per la Coppa Aurea sia due studenti per le gare individuali delle Olimpiadi della matematica: una bellissima soddisfazione per l’istituto. Il segreto sta nella strategia.
«Hanno giocato bene i “jolly”, che è la cosa più importante, perché permette di accumulare tantissimi punti», spiega Rossi. Chi sceglie un “jolly” su un quesito che nessun altro riesce a risolvere vede il proprio punteggio salire in modo esponenziale – un effetto valanga che premia l’audacia ma punisce chi punta troppo in alto senza coprirsi. Anche la composizione della rosa è strategica: il regolamento impone almeno uno studente di terza e almeno due di quarta, e quest’anno il Galilei ha puntato deliberatamente sui più giovani.
«Già l’anno scorso ci era sembrata la scelta migliore, e quest’anno è andata ancora meglio». L’Aula Magna, il 6 marzo, era tutt’altro che silenziosa. Ventisei tavoli, sette studenti per squadra chini sui fogli, e quando una risposta era pronta il “consegnatore” scattava in piedi e correva verso la giuria. «C’è molto movimento di ragazzi che corrono, ed è una gara molto dinamica anche per il pubblico», racconta Franco Obersnel, organizzatore della gara e docente del dipartimento MIGe.
I tabelloni mostravano la classifica in tempo reale davanti a una platea di circa cento persone, in un’atmosfera «molto festosa, lontana dal silenzio delle gare individuali». Obersnel segnala con soddisfazione anche l’aumento della presenza femminile: «Lo consideriamo un segnale importante».
I Papocchioni hanno preceduto i «7 del Leone» del Da Vinci di Treviso, argento con 1127 punti, e «Gente poco seria» del Nievo di Padova, bronzo con 911. Quarto posto per i «Goats of Levi» del Levi di Montebelluna (902).
Questi ultimi tre accedono con il Galilei alla finale nazionale di Cesenatico, dove convergeranno le migliori squadre delle 38 città italiane che si sono misurate sugli stessi problemi: 713 squadre, quasi cinquemila studenti.
Per Trieste erano in gara otto istituti: oltre al Galilei, c’erano l’Oberdan, l’Isis Carducci-Dante, il «Settebello» dell’Isis Stefan, l’Its Volta, i «Pupa e bulli» dell’Isis Da Vinci-Carli-Sandrinelli, i «First Timers» della Scuola Internazionale e, per la prima volta, il liceo artistico Nordio. Dopo dieci anni di assenza è tornata anche una scuola croata di lingua italiana di Pola, il liceo Dante.
La Coppa era rimasta a Trieste soltanto nelle prime due edizioni, nel 2005 e nel 2006, entrambe vinte dall’Oberdan; da allora quasi sempre Veneto, con la sola eccezione di Gorizia nel 2008. Il trofeo tornerà in palio nella prossima edizione e andrà definitivamente al primo istituto che lo conquisterà tre volte. La gara è aperta. —
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