«Spazzate via le cooperative»

E l’ultimo perde il posto. Chiudono i Cup dei distretti, e il lavoro per la cooperativa Confini, di tipo B (che include persone svantaggiate), cala di due terzi. E due terzi di lavoratori da lunedì restano senza lavoro, alcuni tempi determinati in scadenza non saranno riconfermati. «Ho 6 persone da ricollocare - dice preoccupata la presidente Gabriella Barbo - e almeno due sono a rischio, senza quel “part time” potrebbero perdere l’equilibrio psicologico e finire in carico al servizio sanitario anziché guadagnarsi quel poco da vivere».
Il compito del Cup e delle prenotazioni sanitarie via telefono è spartito fra due “coop”, la Confini e la Collina. Quest’ultima vincitrice di un appalto più consistente e dunque più al sicuro, visto che l’incarico per il “call center” regionale dura per altri 4 anni: «Noi abbiamo il 30% di questi appalti - dice Barbo -, l’incidenza della disoccupazione è più alta, inoltre abbiamo il 40% di persone in stato di svantaggio e ci sentiamo obbligati a trovare una soluzione. Magari contratti solidarietà all’interno della cooperativa stessa. È un problema molto complesso: da un lato è sempre più difficile trovare lavoro, e dall’altro abbiamo sia persone con una alta formazione e sia gente che mantiene una famiglia». Dialoghi sono in corso anche con l’Azienda sanitaria per trovare una ricollocazione.
Ma il problema non è tutto qui. La lotta ha anche altri contenuti e i più piccoli vengono “mangiati” là dove sono in ballo consistenti fondi europei. È il caso dei “lavori socialmente utili”. Finora le cooperative vincevano i bandi emessi per legge dagli enti pubblici e facevano da “tutor” ai disoccupati in lista, anticipando stipendi finché la gente non entrava nella nuova collocazione lavorativa. «Adesso in Provincia - denuncia Barbo - il bando è stato vinto da una “spa” di Roma, che fa di tutto, dai trasporti agli archivi. Arrivano imprese grandi da fuori, il territorio non fa punteggio, i tempi sono stretti per non perdere i fondi europei, e noi? Sbaragliati. I bandi sono generici, è consentita l’autocertificazione, e qualcuno le ha sparate proprio grosse». Questa assomiglia a una denuncia, anche se non lo è formalmente. (g. z.)
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