Sport, visita medica obbligatoria più cara

Fare sport costerà di più, a livello agonistico ma anche no, tranne per chi ha meno di 18 anni o è disabile, che continuerà ad avere assistenza del tutto gratuita. Perché sono diventate obbligatorie per tutti, anche per gli “amatoriali”, i ragazzi e le signore che vanno in palestra, accurate visite mediche preventive. Che non sono inserite fra i “Livelli essenziali di assistenza” (Lea), e di conseguenza si pagano per intero. Per gli sportivi “agonisti” maggiorenni si alzano col 1.o febbraio di un bel po’ invece le tariffe delle prove mediche. Anche in questo caso i controlli sanitari sono usciti dai Lea, quindi non li passa più il servizio sanitario che fin qui in Friuli Venezia Giulia richiedeva un ticket di 31 euro.
Il decreto nazionale dell’ex ministro Balduzzi che obbliga alle visite anche gli sportivi amatoriali è dell’aprile 2013. Il titolare della struttura, se ospita sportivi senza certificato medico, potrebbe vedersi negare l’assicurazione, e potrebbe avere conseguenze in sede penale nel malaugurato caso che in campo, in pista, in palestra, qualcuno abbia un malore o peggio, un infarto con rischio di perdere la vita. Per lo sport agonistico degli adulti invece è una delibera regionale dello scorso dicembre, pubblicata sul Bur il 2 gennaio 2014, ad adeguare le tariffe (assieme a innumerevoli altre in vari campi dell’igiene sanitaria). Visite ed esami sono tutti in regime privato. Anche se svolti in sedi pubbliche: a Trieste al Centro cardiovascolare dell’Azienda sanitaria e, in forza della convenzione, alla casa di cura Salus.
A spiegare nel dettaglio le nuove regole, che interessano a Trieste oltre 10 mila persone tra minorenni, maggiorenni, professionisti e amatoriali, è Paolo Bergagna, presidente dell’Associazione medico-sportiva della Venezia Giulia: «La visita sportiva agonistica resta gratuita fino ai 18 anni - mette in dettaglio Bergagna -, i maggiorenni invece che prima (al Centro cardiovascolare o alla Salus) pagavano 31 euro di ticket adesso per l’esame più semplice, che riguarda sport molto lievi fisicamente, pagheranno 37,98 euro; per la visita completa che riguarda il 95% degli altri sportivi (un elettrocardiogramma a riposo, uno dopo 3 minuti di “step”, una spirometria, un controllo della vista e un esame delle urine) pagheranno 52,15 euro. Nel caso il medico ravvisasse l’opportunità di approfondire lo stato del cuore c’è il test da sforzo con elettrocardiogramma mentre si pedala. Il costo? 81,90 euro».
Ci si chiede perché gli sportivi, anziché essere incentivati, vengano così tartassati. Risponde Bergagna: «Non è così, in tutte le Regioni del Nord i prezzi sono molto più alti da tempo, il Friuli Venezia Giulia si è solo adeguato, e con molto ritardo». Inoltre in Veneto e Lombardia (non da noi), aggiunge il medico degli sportivi, «dopo i 50 anni per lo sport agonistico l’ultima prova citata, quella sotto sforzo, è obbligatoria dopo i 50 anni, e costa più di 90 euro...».
Ma più sorprese ancora avrà il settore dello sport non agonistico. La visita sportiva per l’idoneità la si deve adesso fare. Dal proprio medico di famiglia. Pagandogli la parcella. Sarà il dottore a decidere se occorre o no anche un elettrocardiogramma («ma la Federazione dei medici sportivi italiani ha emesso delle linee-guida che lo raccomandano - aggiunge Bergagna -, quindi certificando che l’ha trascurato il medico si assume una bella responsabilità»). Costo della visita? Variabile. Ma attorno ai 50 euro Dell’Ecg? «Circa 25 euro». E fanno 75.
Ma poi c’è una terza categoria di sportivi amatoriali che ora non sfuggirà più ai controlli. Chi fa gare podistiche di oltre 20 chilometri. O sci di fondo. O gran fondo di ciclismo e nuoto. Vietato rischiare. «In questo caso - illustra il medico sportivo - sono obbligatori un elettrocardiogramma normale e uno sotto sforzo. Aggiungiamo sempre la parcella del medico, e vedremo che alla fine lo sport amatoriale costerà più di quello agonistico...». Circa 100 euro.
Ma giusto o sbagliato che sia pagare, ora non si sfugge, se si vuole pedalare in gruppo o tirar calci la domenica: i rischi per le società sportive sono altissimi, appunto di natura penale, se iscrivono atleti privi di certificato di idoneità. «Quanti ne abbiamo visti - conclude Bergagna - di morti sul campo. Alcuni infarti sono imprevedibili. Ma se non c’è stato un esame preventivo, non lo si può sapere».
Il presidente dell’Associazione medico-sportiva annuncia per il mese di febbraio una fitta serie di incontri informativi con tutte le società sportive di Trieste. Per spiegare bene a tutti questa massa di novità.
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