Steffè : «La città non è il residence di Fincantieri Si dimetta la sinistra»

Mauro Steffè non ha la minima intenzione di dimettersi. Né da presidente di Commissione né da consigliere comunale. Anzi, rovescia la questione sollevata dal centrosinistra e dai grillini che gli chiedono di farsi da parte dopo il volantino per il rimpatrio degli immigrati. «Monfalcone non può ospitare il mondo, sostituendo gli italiani come vuole la sinistra, aprendo le porte a tutti gli immigrati. Ci vuole una mente bacata a voler stravolgere Monfalcone. Si dimettano loro che non hanno una visione del futuro per questa città, perché questa non è il residence di Fincantieri», è il messaggio lanciato dal consigliere comunale eletto con Fratelli d’Italia. Un partito che, pur contrario all’immigrazione senza regole, aveva preso le distanze dal volantino di Steffè.
«È chiaro che tra opposizione e qualche elemento del mio partito, per altri interessi mi vorrebbero fuori», è il messaggio che lancia Steffè anche ai suoi di cui «mi occuperò a tempo opportuno». Per il momento respinge la richiesta dei capigruppo di opposizione di dimettersi. «La sinistra è da sempre inutile nei suoi intenti. Nel momento in cui serve maggior rigore in città, calano la maschera, pronti a chiedere di punire chi è scomodo. Ma per favore – ribadisce– si dimettano loro in quanto immersi nel sonno e nel loro inguaribile modo di essere: moderati, radical chic, borghesi, ben distanti dal popolo e alle vere esigenze degli italiani». Insomma, rimane al proprio posto e mantiene la guida della Commissione consiliare. E avverte l’opposizione: «La sinistra non propone nulla da anni, aiutano gli immigrati e non gli italiani, mentre altri pensano solo alla sedia senza affrontare il problema. Proprio per la facilità con cui sparano sentenze dai loro bassi scranni, li ritengo indegni a quella carica, si dimettano per scarso operato». –
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