Straccis chiede un futuro certo per l’ex dopolavoro della Safog
Dai piccoli, ma importanti, miglioramenti da apportare alla quotidianità (come la sistemazione di strade e marciapiedi o il potenziamento del trasporto pubblico) ai “sogni nel cassetto”, come il recupero per la comunità della storica sede del dopolavoro Safog o dell’edificio del Ponte del Torrione.
Sono davvero tanti gli spunti di riflessione e le proposte per il futuro emersi l’altra sera all’oratorio della parrocchia di San Giuseppe Artigiano, a Straccis, dove ha fatto tappa il secondo appuntamento della rassegna “Quartieri oggi e domani” promossa dal Forum Gorizia e sostenuta in questo caso dal Comitato quartiere Straccis, con il patrocinio del Comune.
Se nella prima parte dell’incontro c’è stato modo di rileggere la storia del borgo, con l’architetto Diego Kuzmin che ha raccontato le origini del quartiere e raccontato le figure dell’intraprendente famiglia Ritter protagonista dello sviluppo industriale di Gorizia, interessante anche la testimonianza dei tre ex presidenti del Consiglio circoscrizionale andato in soffitta nel 2012, Stefano Chiandetti, Vito Conighi ed Enzo Dall’Osto. Il testimone del vecchio “parlamentino” è stato in qualche modo preso ora dal Comitato quartiere Straccis, che l’altra sera ha proposto gli spunti forse più rilevanti. Già, perché per conoscere meglio una realtà in continua evoluzione – oggi nel borgo vive un crescente numero di persone straniere, bosniaci e kosovari in particolare – i membri del Comitato hanno distribuito nel giro di qualche settimane decine di questionari. Ne sono stati poi raccolti circa 80, con riflessioni sul presente di Straccis e soprattutto proposte di lavoro per il domani. Se il borgo è percepito dai più come estremamente tranquillo e sicuro, molti hanno segnalato interesse per la realizzazione dei gruppi di controllo del vicinato o la presenza di un vigile di quartiere, per rimarcare l’esigenza del rispetto dei diritti di ciascuno. Tra le “note dolenti” evidenziate, la manutenzione delle strade, dei marciapiedi e dell’illuminazione, ma anche la lotta alle zanzare ed i trasporti pubblici carenti.
In tal senso arriva la proposta di istituire una nuova fermata della navetta per le scuole in via Torriani. Ancora, gli abitanti del quartiere vorrebbero avere una delle “casette dell’acqua” già presenti altrove, e chiedono più piste ciclabili ed un’area pubblica per lo sgambamento dei cani. Per il comitato però, il “sogno dei sogni” sarebbe poter recuperare gli spazi del vecchio dopolavoro Safog, all’ingresso del parco di villa Ritter, e riscattare dall’oblio altri luoghi simbolo come l’edificio del Ponte del Torrione, oggi degradato, o la stessa villa Ritter, recuperata ma inutilizzata dopo l’addio dell’università Ciels. –
M. B.
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