Studenti e lavoratori uniti venerdì in corteo

Doppio presidio - gli studenti in piazza Goldoni, i lavoratori in largo Barriera - dopodomani, venerdì, in mattinata, con corteo unitario a seguire nelle vie del centro; e sciopero generale per protestare contro la politica del governo. A indire la manifestazione e l'astensione dal lavoro sono le organizzazioni sindacali autonome dei lavoratori Cobas, Usi, Usb, il Coordinamento degli studenti e l'Unione degli studenti, la Casa delle culture, l'Assemblea sociale della casa, la Sinistra anticapitalista, il Collettivo Oberdank, gli anarchici, il sindacato di opposizione alla Cgil, il Collettivo Up, Rifondazione comunista e Tsipras.
A spiegare le ragioni della protesta e dello sciopero generale sono intervenuti ieri numerosi rappresentanti delle sigle e delle organizzazioni promotrici. Mario Verzegnassi, dell'Unione sindacale italiana di Trieste, ha spiegato che «è necessario manifestare pubblicamente contro le politiche del lavoro di questo governo che, se non sarà fermato in tempo, porterà il paese al massacro sociale. Per questo abbiamo dato vita a questa iniziativa comune di studenti e lavoratori che, dopo i presidi nelle due piazze, si uniranno per formare un solo corteo».
Il tragitto che percorreranno i manifestanti comprende corso Saba, le vie Carducci, Valdirivo, Roma e Mazzini, le Rive, piazza dell'Unità e infine assemblea aperta in piazza della Borsa. Davide Zotti, dei Cobas della scuola, ha sottolineato che gli studenti giudicano «devastanti le politiche che il governo Renzi intende attua nel mondo della scuola. Il presidente del consiglio vuole distruggere quel poco di buono che ancora c'è nella scuola pubblica, dandole un'impronta aziendalistica che vogliamo contrastare. Senza dimenticare - ha aggiunto - che gli edifici scolastici versano in condizioni pietose».
Andrea Nicolini, dell'Unione degli studenti, ha parlato di «tre rivendicazioni principali, il diritto allo studio, agli spazi studenteschi perché gli studenti possano andare a scuola anche al pomeriggio a condividere la conoscenza, il contrasto alla matrice neoliberista del jobs act».
Alessandro Volk, dell'Usb, ha spiegato che «l'adesione della nostra sigla allo sciopero e alla mobilitazione rientra nell'ambito della battaglia contro questo governo e le sue politiche. Si va verso la precarizzazione del lavoro - ha continuato - inoltre vogliamo dare una sottolineatura, su scala locale, al problema dei servizi educativi del Comune, che aveva promesso 400 assunzioni mai portare a termine».
Ugo Salvini
Riproduzione riservata © Il Piccolo








