Studenti in fuga dalla città Perse classi alle elementari

Monfalcone lo scorso anno scolastico ha perso circa una classe e mezzo per ogni anno della scuola primaria, perché sono stati in totale 167 i bambini che, pur residenti in città, hanno frequentato le elementari, dalla prima alla quinta, in altri centri dell’Isontino e non solo. Contano senz’altro le esigenze lavorative dei genitori o magari della scelta della lingua d’insegnamento slovena, ma non solo, almeno a guardare i dati della fuga verso i centri confinanti. E bisognerà vedere se il fenomeno si riproporrà.
Stando alle cedole dei libri in comodato che il Comune è stato poi chiamato a rimborsare agli altri enti locali, nel 2018-2019 ben 67 alunni monfalconesi si sono seduti tra i banchi della primaria di Staranzano e altri 64 in quelle di Ronchi dei Legionari. Segue a larga distanza Duino Aurisina con 14 bambini iscritti, un dato fra l’altro in calo rispetto agli anni precedenti, Trieste con 8, San Canzian d’Isonzo e Pieris, dove pure funziona il tempo pieno, con 5. Dopo una flessione nell’anno 2016-2017 (133 iscritti fuori città contro i 140 dell’anno scolastico precedente), il trend pare in aumento con 158 frequentanti le primarie dei centri vicini e del resto dell’Isontino nel 2017-2018 e 167, appunto, l’anno successivo, quello appena alle spalle.
I dati sono stati richiesti dal Garante comunale dell’infanzia e dell’adolescenza Francesco Orlando nell’ambito di una fotografia complessiva della situazione della scuola dell’obbligo in città, ritenuta necessaria per poter decidere azioni e strumenti da adottare in sinergia con la scuola e altri soggetti istituzionali per garantire un’adeguata offerta formativa a tutti i bambini e ragazzi residenti a Monfalcone nella loro città. Per Orlando il tema della conoscenza della lingua italiana si intreccia inoltre con quello della piena integrazione dei minori con disabilità, disturbi specifici dell’apprendimento (quali la dislessia, disgrafia, discalculia) e bisogni educativi speciali (rientrano anche gli alunni con svantaggio sociale, culturale e linguistico che hanno diritto a una programmazione personalizzata). In totale, lo scorso anno scolastico, si è trattato rispettivamente di 70 bambini con disabilità, di cui due senza sostegno, 79 Dsa e 48 Bes su una popolazione scolastica complessiva, per quel che riguarda infanzia, primarie e medie, comunque, di 2. 364 alunni dai 3 ai 14 anni (con Dsa e Bes quasi tutti concentrati alle medie e alle primarie).
Diverso il discorso relativo agli alunni stranieri che, in base al Decreto del presidente della Repubblica numero 394 del 1999, come richiama Orlando, dovrebbero essere ripartiti nelle classi, secondo le proposte del Collegio docenti, «evitando comunque la costituzione di classi in cui risulti predominante la presenza di alunni stranieri». Su questo fronte, a Monfalcone esistono realtà molto diverse, perché nell’Istituto comprensivo Randaccio lo scorso anno non si sono presentati sforamenti dell’ipotetico tetto del 50% né alle medie, né nelle due primarie, né alle materne di via Primo maggio e via della Poma, mentre un superamento c’è stato nell’infanzia Collodi ancora ospite di strutture posizionate in pieno centro, come l’elementare Duca d’Aosta e l’ex asilo privato di via Roma.
Alla media Giacich sono state 4 su 15 le classi sopra il 50%, ma alla vicina primaria Sauro tutte e cinque le classi sono risultate composte in prevalenza da stranieri, alla primaria Toti 8 su 10, alla Duca d’Aosta 10 su 15. Sul fronte materne è rimasta sotto soglia quella di via Cellottini e quella di via Gramsci ha registrato una maggiore presenza in una sezione su 5, mentre nelle tre sezioni dell’infanzia di via Tartini si è andati da un minimo del 52, 4 a un massimo del 76% di stranieri. –
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