Sulla nuova scuola l’opposizione attacca il Comune

Luigi Murciano
Bumbaca Gorizia 11_05_2019 Gradisca incontro con candidati sindaci e Itala San Marco © Fotografia di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 11_05_2019 Gradisca incontro con candidati sindaci e Itala San Marco © Fotografia di Pierluigi Bumbaca

GRADISCA

Nè all’interno dell’area dell’ex caserma Toti Bergamas, né il restauro del polo scolastico esistente. Spunta a sopresa una terza via per la realizzazione della scuola primaria “2.0” di Gradisca, antisismica ed a basso consumo energetico: ed è la demolizione e ricostruzione del polo scolastico di via Garibaldi, che ospita l’elementare Dante Alighieri. Il concetto è emerso nel corso della seduta-fiume (4 ore e 40 minuti online) del Consiglio comunale. E non ha mancato di accendere il dibattito. Sul piano squisitamente politico, infatti, la vicenda è piuttosto interessante. Perché – non è un mistero – il sogno della giunta del sindaco Linda Tomasinsig era quello di realizzare ex novo un edificio scolastico nell’area demaniale dismessa dell’ex Toti-Bergamas, con i suoi 50 mila metri quadrati la vera sfida urbanistica per la città e il suo futuro.

La nuova scuola avrebbe potuto costituire il “grimaldello” ideale per sbloccare oltre 25 anni di stallo sulla vicenda. Poi erano arrivati addirittura le risorse, e tante: era stato il ministero all’Istruzione a concedere al Comune un contributo a fondo perso di 3,25 milioni di euro per i quali la giunta aveva giocato la partita della devoluzione: ovvero, destinarli a un edificio ex novo nell’ex caserma anziché ristrutturare la vecchia scuola. Ma da quel momento è iniziato un lungo stallo, con la questione che – complici il Covid e i cambi di governo – non è mai passata al vaglio della Commissione Paritetica Stato-Regione. Anche per non correre il rischio di perdere il copioso contributo il Comune allora è ritornato sui propri passi: addio al sogno della scuola alla Toti-Bergamas, sì ad uno studio di fattibilità per esplorare altre strade. E qui insorge l’opposizione, con il capogruppo dei Cittadini, Claudio Verdimonti, a chiedere chiarezza sull’iter. «Un aspetto lascia basiti. Nel febbraio 2019 si chiedeva allo Stato la devoluzione del contributo per alimentare il progetto di una scuola alla Toti: – argomenta –. A dicembre 2020 invece è stato conferito un incarico di fattibilità per mettere a norma l’attuale scuola di via Garibaldi. A che scopo sono stati spesi 12 mila euro per un progetto che non si poteva notoriamente realizzare, essendo ormai destinati i soldi a un edificio ex novo?».

A chiedere lumi anche il collega di opposizione Renzo Gerometta: «Speriamo non si corra il rischio di perdere quel finanziamento». Decisa la replica con l’assessore ai Lavori pubblici Alessandro Pagotto («L’obiettivo del finanziamento è una scuola sicura dal punto di vista antisismico. E in fase di studio l’orizzonte dei progetti può variare: il polo di via Garibaldi non era adeguabile secondo gli standard antisismici desiderati») e il sindaco Linda Tomasinsig: «Il progetto essendosi spostato dalla Toti a via Garibaldi, comprendeva la dicitura dell’adeguamento della scuola esistente perché questa era una delle opzioni. Ma quasi subito – dice – si è rivelata maggiormente percorribile un’altra strada. Questione di forma, non di sostanza». —



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