A Trieste aggredito un tassista in servizio: «Mi ha fatto cenno e io mi sono fermato»
L’uomo, 58 anni di Gorizia, ha accompagnato due turisti in via Baretti. Poi un «giovane straniero», gli si è avvicinato e gli procurato ha una lesione nella parte sinistra del collo, la dashcam del taxi ha ripreso parzialmente la scena.
Un tentato furto, una tentata rapina o un’aggressione finalizzata al solo gusto di far del male o di intimorire?
Sono ancora poco chiari i contorni dell’episodio di giovedì pomeriggio che ha visto protagonista un tassista originario di Gorizia e che ora ha sporto denuncia.
L’aggressione
Erano circa le 16.15. L’uomo, 58 anni, come d’abitudine in servizio all’aeroporto di Ronchi, aveva accompagnato a Trieste due clienti: in via Baretti per la precisione, piccola trasversale delle parte bassa di via Commerciale.
Non appena scesi, il tassista ha fatto manovra e ha ripreso la marcia. Alla sua sinistra, poco più avanti, ha notato una persona che gli faceva cenno di fermarsi. «Era uno straniero – si legge nella denuncia sporta dai Carabinieri di Ronchi – pensando che avesse bisogno del servizio taxi, mi sono fermato, ho abbassato il finestrino per chiederglielo e, in quel frangente, mi ha procurato una lesione nella parte sinistra del collo, fuggendo immediatamente. Non sono in grado di riferire se tale lesione mi sia stata procurata con un taglierino oppure con le unghie...».
I primi istanti della scena sono stati registrati dalla dash cam installata a bordo della vettura. Non si vede l’aggressione, perché la telecamera filma la parte davanti mentre l’individuo avrebbe colpito il tassista dal lato sinistro. Ma la cam riprende lo sconosciuto che si avvicina verso il taxi.
«Era un giovane, credo afghano o pachistano», specifica il cinquantottenne raccontando la vicenda al Piccolo.
Subito dopo il tassista ha attivato il tasto di emergenza installato sulla macchina. Sul posto è intervenuta un’ambulanza del 118 che ha medicato l’uomo e, poco dopo, anche una pattuglia dei Carabinieri.
Il cinquantottenne si è poi recato al Pronto soccorso di Monfalcone per un’ulteriore medicazione e il giorno dopo ha fatto gli esami del sangue.
«Sono ancora sotto choc – afferma il tassista – non capisco cosa voleva farmi quello sconosciuto. Era armato? Aveva un taglierino? Non so... quel che è certo è che chi come me fa questo lavoro è continuamente sottoposto a rischi seri».
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