Tav lungo la costa, è lite Veneto-Fvg

Sonego: assurdo, Roma intervenga. La replica di Venezia: la Regione non può darci ordini
TRIESTE
Costruire la linea ferroviaria ad alta velocità lungo il litorale del Friuli Venezia Giulia. È un’ipotesi che il Veneto accarezza e che il Friuli Venezia Giulia condanna. È un’ipotesi sulla cui fattibilità può nascere uno scontro politico. Di certo, c’è che il Veneto ha rinunciato al parallelismo tra Tav e A4 fino a Portogruaro, con un’apposita delibera di giunta.


L’atto, che punta a semplificare la vita al progetto della terza corsia, si traduce però in una doccia fredda per il Friuli Venezia Giulia. Dietro la decisione, infatti, si legge il desiderio di favorire la costruzione della linea ferroviaria lungo la costiera, da Venezia a Trieste, passando per le località balneari friulane. «È solo un’ipotesi, seppur bella, ma al momento non è una priorità per noi. Quello che ci interessa – taglia corto l’assessore veneto ai Trasporti Renato Chisso - è che la terza corsia sia realizzata quanto prima».


Ma a mettere le mani avanti con pragmatismo ci pensa il collega friulano Lodovico Sonego che auspica un intervento rapido dei ministeri delle Infrastrutture e dei Trasporti: «Il federalismo dei treni va bene a patto che produca infrastrutture funzionanti e razionali. Stiamo parlando di un’infrastruttura strategica per l’Italia e l’Europa, è sbagliato dare segnali di confusione e mancanza di coordinamento proprio nel mentre il ministero sta negoziando con la Commissione europea il riparto delle dei fondi comunitari per i corridoi plurimodali». Il ministro Antonio Di Pietro, interpellato sulla vicenda, attende di valutare. Tutte le ipotesi sono allo studio per ora. In programma c’è una riunione con entrambe le regioni non ancora calendarizzata. Il desiderio del Veneto di lanciarsi in solitaria non è nuovo in materia di infrastrutture. E soprattutto di business.


La prima frattura tra le due Regioni si è creata (e non ancora ricomposta) quando l’Anas ha escluso il Friuli Venezia Giulia dalla società che gestirà il passante di Mestre, indicando come unico partner il Veneto. La giunta di Giancarlo Galan, pur non avendo potere decisionale in merito, ha detto esplicitamente di non voler condividere la torta, né intende mollare la presa. Se questo in parte ha raffreddato i rapporti e il progetto di costruire il polo delle autostrade del Nord, esiste pur sempre un interesse comune per entrambe le Regioni. La realizzazione della terza corsia dell’A4. Ma anche su questo punto l’equilibrio sembra essere diventato precario. Il Veneto scalpita e chiede al Friuli Venezia Giulia di accelerare. Da qui la decisione di adottare la delibera del 17 aprile scorso con la quale l’esecutivo veneto rinuncia al parallelismo tra linea ferroviaria e autostrada A4 fino a Portogruaro.


Questo consentirebbe di agevolare la realizzazione della terza corsia non solo tra Quarto D’Altino e San Donà ma anche tra San Donà e Portogruaro. Gentile e altruistica concessione? Non solo. La delibera - lo stesso Chisso riconosce l’ipotesi e la giudica «bella» – può essere letta anche in un altro modo: come la volontà di mettere la nuova infrastruttura a servizio del traffico turistico del litorale veneziano, da Jesolo a Bibione. E quindi inevitabilmente passando per il litorale del Friuli Venezia Giulia. Ma la giunta Illy non transige: «Il Friuli Venezia Giulia - evidenzia Sonego - sta discutendo con le comunità locali la migliore localizzazione della nuova ferrovia ferma restando la scelta del più stretto parallelismo con l’autostrada A4 nella tratta fra il Tagliamento e Gonars. La nostra scelta è coerente con gli studi di fattibilità fatti da Rfi e condivisi da Di Pietro e Lunardi».


In serata la replica di Chisso: ««Fino a prova contraria, Lodovico Sonego è un ottimo assessore, non però in Veneto, bensì in Fvg. Per quanto riguarda l'alta capacità Ferroviaria quello che accade in Veneto deve certo essere ”sintonizzato” con quanto avviene in Friuli, ma questo non significa che può venire a darci ordini».


Martina Milia

Riproduzione riservata © Il Piccolo