Telesca: il Centro resta al San Polo Previsti fondi per il potenziamento

Il Centro regionale unico per l’amianto permarrà all’ospedale di San Polo? A chiederlo direttamente all’assessore regionale alla Salute, Maria Grazia Telesca, la risposta è inequivocabile:...
Di Laura Borsani
Lasorte Trieste 24/09/14 - Il Piccolo, Forum Sanità regionale con Serracchiani, Telesca
Lasorte Trieste 24/09/14 - Il Piccolo, Forum Sanità regionale con Serracchiani, Telesca

Il Centro regionale unico per l’amianto permarrà all’ospedale di San Polo?

A chiederlo direttamente all’assessore regionale alla Salute, Maria Grazia Telesca, la risposta è inequivocabile: «Assolutamente sì. Il Centro incardinato all’ospedale di Monfalcone rimane una precipua funzione di carattere regionale, istituita in Friuli Venezia Giulia specificatamente per le caratteristiche e le problematiche della realtà territoriale».

Dunque, nessuno smantellamento o trasferimento per il Centro regionale unico per l’amianto?

Il Centro viene mantenuto al San Polo e verrà potenziato.

Eppure nella delibera regionale 929 del 15 maggio 2015 non figura il Centro.

Si trattava semplicemente di una delibera inerente l’attivazione di funzioni in ordine agli standard riguardanti strutture sanitarie dotate di bacini di utenza a carattere nazionale.

Il Centro, quale funzione prettamente regionale, non era oggetto di quella delibera, così come per il Cro di Aviano in relazione al registro tumori.

Quindi, come sarà inquadrato il Crua?

Questa funzione sarà ripresa nell’ambito degli atti aziendali che devono essere presentati entro il 30 settembre, e che devono seguire le linee guida regionali.

Cosa si prevede?

Nel caso specifico, l’Azienda sanitaria Bassa Friulana Isontina presenterà il suo piano aziendale comprendendo il Crua e le sue funzioni. È una realtà multidisciplinare, che non considera solo la parte clinica e della cura, ma governa anche tutto il sistema amministrativo. È inoltre prevista l’attivazione di un ambulatorio di sorveglianza a Palmanova, sempre con riferimento al Crua di Monfalcone. In altre parole, ciò che stiamo costruendo è un sistema di rete che abbraccia più ambiti, compreso il supporto psicologico-assistenziale.

Lei parla di potenziamento, in cosa consiste?

Il Crua verrà sviluppato proprio nella sua muldisciplinarietà, tenendo conto anche dell’aspetto legato alla ricerca, per la quale sono previste collaborazioni con con le università di Trieste e di Udine.

In termini di finanziamenti, che assegnazioni sono previste per il Centro?

Sono previsti finanziamenti regionali per l’Azienda sanitaria Basso Friuli Isontina nell’ambito della voce “prevenzione”: rappresentano il 5% del bilancio regionale, quantificato sull’ordine dei 100 milioni di euro. Parte di questi circa 5 milioni di euro che saranno erogati all’Azienda serviranno per lo sviluppo del Crua. Altri stanziamenti saranno, inoltre, valutati in base ai progetti che verranno presentati, anche sul fronte della ricerca.

La presenza del Centro a Monfalcone presuppone anche un’adeguata funzione oncologica...

Certamente: abbiamo peraltro rettificato il numero delle funzioni di oncologia che proprio nella delibera 929 del 15 maggio 2015 prevedeva un solo servizio per l’intera Azienda sanitaria Bassa Friulana Isontina, inserendo due funzioni, collocate rispettivamente nel presidio Gorizia-Monfalcone e in quello di Latisana-Palmanova.

Il personale del Crua è piuttosto ridotto...

Con la presentazione del piano aziendale si procederà anche a una dotazione del personale congrua alle funzioni del Centro. È inoltre in corso la procedura per l’assunzione a tempo indeterminato di due medici legali, a supporto del Tribunale di Gorizia, in ordine ai processi per amianto.

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