Tenta il concorso per vigile urbano Escluso perché straniero
Per poter portare una pistola e fare un autentico servizio d’ordine bisogna essere cittadini italiani. La legge non lascia scampo. È questa la dura realtà con la quale si è scontrato in questi giorni Marko Kopinsek, cittadino sloveno ma residente in Italia, che voleva partecipare al concorso per diventare vigile urbano, perciò componente della Polizia locale, a San Dorligo della Valle.
Davanti a lui si sono sbarrate le porte: in sostanza, gli è stato detto che non può partecipare al concorso pubblico, bandito dal Comune di San Dorligo, perché non è cittadino italiano. «Con mia grande sorpresa – spiega – ho notato che è aperto solo a cittadini italiani. Ho chiesto chiarimenti – aggiunge – ma mi è stato risposto in maniera generica. Essendo una persona con cittadinanza di uno Stato dell’Unione europea e residente in Italia – sottolinea Marko Kopinsek – pensavo non ci fossero problemi per concorrere per un posto comunale. Concorsi ne ho già fatti per entrare nella pubblica amministrazione – precisa – e per la stessa posizione in tutti i concorsi finora non ho mai trovato problemi. Tantissimi esempi di bandi “aperti” si possono trovare in tutta Italia».
Quando Kopinsek ha fatto ulteriori ricerche, ha però scoperto che «anche il Comune di Trieste, per le stesse posizioni, accetta solo cittadini italiani per i concorsi di Polizia locale».
Inevitabile la sua domanda finale: «Perché i cittadini comunitari che regolarmente pagano le tasse in un Comune sono esclusi da un concorso nello stesso comune?».
Altrettanto precisa è però la risposta dell’amministrazione di San Dorligo della Valle: «La legge stabilisce che, quando si fa parte della Polizia locale, si può essere impegnati in azioni che prevedono l’utilizzo di armi, in sostanza paragonabili a quelle delle forze dell’ordine. In tal caso, la condizione essenziale è che si sia cittadini italiani».—
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