Torna a casa l’archivio dell’Autorità portuale Lavori al Magazzino 22

Avviata la ristrutturazione del piano terra dell’edificio Custodirà tutti i documenti finora conservati a Udine 
Foto BRUNI 17.08. 2019 Autorità Portuale: magazzino 92, nuovo archivio
Foto BRUNI 17.08. 2019 Autorità Portuale: magazzino 92, nuovo archivio



L’archivio dell’Autorità portuale, con l’immenso bagaglio documentario che verrà probabilmente svelato nei prossimi mesi, rientra nella sede d’elezione, trovando ideale collocazione nell’ex Arsenale del Porto di Trieste dopo un periodo di tempo trascorso in Friuli.

Sono iniziati di recente, infatti, i lavori di restauro del Magazzino 92, immobile che si trova accanto alla Torre del Lloyd, che per ora riguardano solo una parte del piano terra, in cui appunto verrà sistemata la parte documentaristica cartacea, inventariata e conservata finora a Udine per motivi di spazio.

Rientrano nel patrimonio dell’ente, tra i diversi fascicoli, volumi, cartelle e molto altro materiale, i vecchi documenti di contabilità, i registri del personale, i progetti di edifici e banchine, solo per citare alcuni esempi di ciò che si potrà trovare all’interno del Magazzino 92, un tempo officina dei tornitori, che magari un giorno potrà essere anche accessibile al pubblico.

Ad aggiudicarsi il cantiere ora in corso, del valore di poco più di 1,8 milioni di euro, è stata l’impresa Mac Costruzioni srl di Treviso. Il restauro (responsabile del procedimento è l’architetto Giulia Zolia), con progetto dell’architetto Thomas Bisiani, riguarda per ora soltanto parte del piano terra, come detto, oltre le facciate esterne, in cui verranno realizzati sei ambienti per complessivi 200 metri quadrati, dotati di appositi armadi compattatori. Gli altri piani, per ora, resteranno al grezzo.

Questione economica, certamente, visto che i fondi sono dell’Autorità portuale. Ma un progetto preliminare complessivo era già stato realizzato negli anni scorsi. Questo vuol dire che, non appena ci saranno nuovi finanziamenti, non si tarderà a terminare il restauro completo.

Intanto l’attuale progetto di riqualificazione dell’edificio ha ottenuto l’autorizzazione paesaggistica e beneficia inoltre dell’assenso dal punto di vista monumentale da parte della Soprintendenza, essendo lo stabile tutelato dalle Belle arti.

Si tratta di un esempio di progetto di riuso, avviato attraverso uno studio complesso della storia del silo, anche mediante l’apporto della Soprintendenza, che ha tenuto conto della tutela del bene architettonico. Ma i tecnici al lavoro hanno soprattutto dovuto considerare la conservazione dei documenti che in esso verranno custoditi, il tutto ovviamente nel pieno rispetto della normativa in materia di sicurezza antincendio.

Questo primo passo per ridare luce a uno stabile storico si concluderà a fine gennaio 2020, sempre tenendo conto dei possibili contrattempi che possono presentarsi in un cantiere di questo tipo, cui viene riservata costantemente la supervisione dell’ente delle Belle arti, che ha effettuato diversi sopralluoghi al fine di verificare e condividere le modalità dell’intervento e la qualità delle operazioni di restauri. –



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