Tracciato alternativo e una nuova galleria per aggirare a Selz il passaggio a livello

Una proposta condivisa tra due Comuni e che trova il placet di massima anche della Regione. È quella di una nuova viabilità che consentirà di superare la linea ferroviaria, anche in previsione della prossima soppressione del passaggio a livello di Selz, sulla Trieste-Udine. Una proposta alternativa a quella, nei mesi scorsi, ipotizzata da Rfi e che prevedeva la realizzazione di un impattante viadotto lungo 200 e alto quasi 11 metri.
A presentarla, ieri mattina, i sindaci di Monfalcone, Anna Maria Cisint e di Ronchi dei Legionari, Livio Vecchiet, i quali hanno voluto sottolineare come essa sia stata, da un lato, una risposta concreta a progetti ritenuti troppo impattanti per il territorio e che, dall’altro, potrà essere quella che, se accettata, permetterà di non isolare quartieri importanti come quello dello Zochet. «In poche settimane dopo il nostro sopralluogo alla zona – hanno detto – abbiamo dimostrato di esserci in maniera concreta e di voler essere coinvolti in una scelta che è significativa per le nostre due comunità. Rfi è spesso troppo distante da noi e dal nostro territorio e lo dimostra anche il fatto di averci relegato in coda al piano delle barriere acustiche. Ma noi sappiamo esserci e vogliamo contare. Ma non è la sola ipotesi che abbiamo, visto che abbiamo nel cassetto anche delle alternative».
Quello presentato ieri, nel concreto, è un nuovo collegamento stradale tra la rotatoria di San Polo, via Pocar e via dei Laghi, proprio al confine dei due Comuni. Una soluzione alternativa in viadotto, realizzata in prossimità dello stesso tracciato planimetrico previsto da Rfi. Con una spesa che si aggira tra gli 8 ed i 10 milioni di euro, come hanno illustrato dettagliatamente l’assessore Antonio Garritani e l’ingegnere Andrea Ceschia, viene prevista anche la realizzazione di una breve galleria di circa 220 metri e un sottopasso ferroviario lungo le due linee ferroviarie oggi esistenti. Una soluzione ritenuta molto più sostenibile di quella oggetto di dibattito negli ultimi mesi. Meno impattante e più vicina alle esigenze dei cittadini. La viabilità si svilupperebbe, per 550 metri, attraverso una strada a due corsie da 3,75 metri ciascuna, con una banchina di mezzo e una pista ciclabile adiacente larga 2,50 metri.
Il passaggio sul canale De Dottori, va anche ricordato, avverrà senza modifiche plano-altimetriche del suo alveo, mentre il sottopasso potrà contare su uno strato di roccia molto compatta ai lati.
Un progetto che, come ha condiviso il consigliere regionale, Giuseppe Nicoli, presenta indubbi vantaggi per la sicurezza della viabilità in ogni stagione dell’anno, per l’inserimento e l’impatto ambientale, per quello paesaggistico, vista anche la presenza dei laghetti delle Mucille, per la distanza dai nuclei abitati presenti sulla collina dello Zochet e ai piedi della stessa su via dei Laghi e per l’agevole fruibilità della adiacente pista ciclabile specialmente nel periodo invernale.
Dal punto di vista altimetrico, la nuova viabilità avrebbe inizio dalla rotonda del centro commerciale di via Pocar, a quota 8,50 metri sul livello del mare, sovrappasserebbe il canale De Dottori a quota 8,80 metri, sottopassa la ferrovia a 5 metri circa, risale a 12 metri all’uscita della galleria lato Mucille e si innesta a quota 10 metri in via dei Laghi, da cui proseguirà fino all’incrocio con via Monte Cosich con punto di innesto da concordare a cura dei due Comuni.
L’altezza del sottopasso ferroviario sarà di 5 metri, mentre le e pendenze stradali sono comprese tra 1% e 5%, mentre quelle della adiacente pista ciclabile sono comprese tra 1% e 3% circa. Ciò che ieri, poi, è stato sottolineato è anche l’assenza di vincoli importanti lungo il tracciato. E mentre, da parte sua, l’assessore regionale, Graziano Pizzimenti, ha sottolineato come questa possa essere un’opera prioritaria per la Regione, il consigliere regionale Nicoli ha ricordato come sia ancora aperta la partita legata al superamento della linea ferroviaria tra le stazioni di Ronchi dei Legionari Nord e Sud.
«Anche in questo caso – ha detto – la proposta che ci è stata presentata è inaccettabile e non può essere presa nemmeno in considerazione. La lunetta deve continuare a operare ma, per alleggerirne il carico, è quantomai fondamentale potenziare la linea che da Cervignano porta a Udine e che la sgraverebbe di una notevole quantità di traffico». —
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