Transatlantici e trenini aspettando le regate FT/DIRETTA TWITTER CON #barcolana47

TRIESTE. Le idee non mancano alla Barcolana. E neppure qualche retroscena. Al piano terra di palazzo Gopcevich arriva da Monfalcone la bellissima mostra “Saturnia e Vulcania. Motonavi da record”. Al Magazzino delle idee di Corso Cavour esplode BarcolanaLab con otto mostre incastrate una dentro l’altra e un paio di laboratori.
Doppia inaugurazione ieri per la Barcolana delle idee alla presenza del sindaco Roberto Cosolini, della presidente della Provincia Maria Teresa Bassa Poropat, dell’assessore regionale Francesco Peroni, dell’assessore comunale Paolo Tassinari e del commissario dell’Autorità portuale Zeno D’Agostino. E ovviamente del presidente della Società velica di Barcola e Grignano Mitja Gialuz.
Si parte dalla mostra che rende omaggio ai due leggendari transatlantici Saturnia e Vulcania costruiti per la Cosulich Line di Trieste a metà degli anni ’20. «Una mostra attesa e importante. Le due navi, anche se costruite a Monfalcone, appartengono ai ricordi personali di molti triestini. Un omaggio alla marineria come auspicio e preludio per l’ampliamento del Museo del mare di Trieste» introduce Tassinari.
«Un onore averla portata a Trieste in una sede prestigiosa. Una mostra arricchita rispetto a quella di Monfalcone» assicura Mauro Martinenzi, direttore della Fondazione Fincantieri. Peccato solo che l’esposizione, curata da Nicolò Capus e Maurizio Eliseo e allestita dall'Associazione Culturale Italian Liners, non potrà neppure a Trieste fare vedere assieme i modelli scala 1/75 dei due transatlantici.
In mostra, come a Monfalcone, c’è solo quello della Vulcania mentre quello della Saturnia è rimasto all’ancora al Museo del Mare assieme al grande plastico dei cantieri di Monfalcone che pure è stato al Salone degli incanti per la mostra "La Grande Trieste". Colpa di un regolamento del ministero dei Beni culturali entrato in vigore a fine 2014. Serve il parere di Roma per spostare qualsiasi cosa anche da una sede comunale a un’altra di Trieste. Da non credere. «Neppure si trattasse di un prestito a Sidney. Paradossalmente servirebbe un parere anche per spostare un reperto da una parete a un’altra» dice sconsolato Nicola Bressi, direttore del Museo del Mare.
E per fortuna che per i modellini in prestito al Magazzino delle idee ci si è mossi per tempo. La mostra sulle motonavi da record, invece, è arrivata all’ultimo momento. E così chi vorrà vedere il modello della Saturnia dovrà fare rotta su Campo Marzio al Museo del mare e così potrà anche dare un’occhiata al plastico dei cantieri di Monfalcone. La mostra, nella sala Selva di palazzo Gopcevich, resterà aperta fino al 18 ottobre da martedì a domenica ore 10-18 (lunedì chiuso). Domenica 11, come tutti i musei comunali, sarà a ingresso libero.
La rassegna BarcolanaLab, curata dal giornalista Leopoldo Petto, è un po’ di tutto: un po’ museo, un po’ laboratorio, un po’ mostra fotografica. «BarcolanaLab è un contenitore di cultura marinara che propone diversi itinerari» spiega Gialuz. Si parte da uno scatto del fotografo Marino Sterle eletto dalla rete come l’immagine più bella della storia della Barcolana. C’è ovviamente l’Istituto Nautico con i suoi 260 anni di storia. Poi si viaggia tra i modelli delle imbarcazioni a vela dall’Ottocento grazie al prestito, ottenuto per tempo, del Museo del mare. Uno spazio poi è dedicato alle straordinarie barche di Carlo Sciarelli realizzate dal modellista triestino Giuliano Borri.
Un altro percorso è quello incentrato sul laboratorio di modellismo rivolto alle scuole medie di Trieste: i ragazzi avranno un kit a disposizione per cimentarsi nella costruzione della loro barca a vela in kit che saranno poi messi in mare sabato 10 ottobre. Il terzo itinerario di BarcolanaLab racconta della Barcolana esponendo tutti i manifesti dell’evento. All’interno del Magazzino delle idee una parete è dedicata alle storie di Barcolana: ogni velista che ha partecipato, almeno una volta, all’evento, potrà appendere un’immagine della sua imbarcazione, raccontando un episodio, un ricordo o celebrando un equipaggio.
L’ultimo itinerario di BarcolanaLab si snoda attraverso una mostra fotografica, curata da Claudio Ernè, che ha aperto il suo archivio selezionando una serie di barche a vela da regata del primo Novecento stampate mirabilmente su tela da Massimo Cetin. BarcolanaLab è aperta fino all’11 ottobre con ingresso gratuito.
Ma non finisce qui. Oggi (sabato), oltre alla Notte blu dei teatri, partono le iniziative dell’Autorità Portuale di Trieste per Barcolana 2015. Il menù prevede il viaggio inaugurale del trenino, la mostra sulla bora, l’installazione toccata da Michelangelo Pistoletto e un progetto di architettura partecipata dentro il Porto Vecchio. Nulla ferma la Barcolana: il buon vento soffia anche sull’antico scalo.
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