Trieste celebra i 72 anni del ritorno all'Italia: le cerimonie in piazza Unità
All’alzabandiera della mattina seguirà l’ammainabandiera alle 17. Presenti il gonfalone della città, un picchetto militare oltre alle associazioni combattentistiche e d’arma e le autorità cittadine. A entrambe le cerimonie parteciperà la Fanfara della 1ª Regione Aerea dell’Aeronautica Militare

Trieste ha celebrato il 72° anniversario del ritorno all’Italia con l'alzabandiera in piazza Unità, mentre l’ammainabandiera è in programma alle 17.
Alla cerimonia mattutina erano presenti il gonfalone della Città di Trieste, decorato di Medaglia d'Oro al Valor Militare, un picchetto militare richiesto al Ministero della Difesa e le rappresentanze delle Associazioni combattentistiche e d'arma, nonché delle principali autorità cittadine.
Il Comune di Trieste era rappresentato dal sindaco Roberto Dipiazza, mentre la Regione dall’assessore Pierpaolo Roberti. A entrambe le cerimonie parteciperà la Fanfara della 1ª Regione Aerea dell’Aeronautica Militare.
Prima della cerimonia, il sindaco ha incontrato, nel Salotto azzurro del Municipio, il generale Luca Baione, capo reparto Servizi Territoriali e di Presidio del Comando 1^ Regione Aerea, a Trieste in occasione dei due concerti della Fanfara.

Il 26 Ottobre 1954 un grido risuonò: "L'Italia è tornata!", lo urlò il primo sindaco di Trieste eletto democraticamente alla fine del secondo conflitto mondiale, Giovanni Bartoli, davanti a una folla oceanica.
Trieste e quel che restava della sua provincia era l'ultimo lembo che mancava per completare il puzzle dell'Italia del dopoguerra: la città tornava italiana nel '54 non nel 1945 quando terminò il conflitto. Perché quell'anno a Trieste entrarono prima le forze di Tito - vi sarebbero rimaste 40 giorni - poi quelle del Governo militare alleato.

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