Trieste, anziano trovato morto: in casa non c’era l’aria condizionata

La scoperta in un appartamento di via Canova. La prima ipotesi è di un malore fatale

Gianpaolo Sarti
Via Canova (Lasorte)
Via Canova (Lasorte)

I soccorritori lo hanno trovato questa mattina, primo luglio, ormai senza vita, nel suo appartamento all’ultimo piano di via Canova 29. Settantacinque anni, triestino, viveva in condizioni di auto isolamento. Sul posto sono intervenute un’ambulanza e un’automedica del 118, oltre alle volanti della Questura. Ma i sanitari non hanno potuto fare altro che constatare il decesso.

Il caso, dunque, è passato per competenza alla Polizia scientifica che si è occupata dei primi rilievi, e al medico legale. Ma dall’ispezione cadaverica non è stato riscontrato nessun elemento sospetto. Non c’erano segni di violenza: nulla di apparente, perlomeno, che potesse far pensare a una morte per mano di terzi.

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Tuttavia serviranno un’autopsia e il test tossicologico per determinare la causa esatta della morte e collocarla a un orario preciso. Sembra che la persona sia spirata parecchie ore prima. Il pm di turno, Andrea La Ganga, è stato informato.

Non è ancora stato accertato se il settantacinquenne triestino soffrisse di qualche patologia in particolare, né se assumesse farmaci. Quel che è certo è che viveva in condizioni di precarietà igienica. L’uomo, come confermato da chi lo conosceva, era un accumulatore seriale. E lo stato dell’appartamento lo dimostra. Negli ultimi anni si era chiuso in se stesso, evitando il più possibile i contatti con il mondo esterno.

Non si esclude che in un quadro del genere, cioè di sostanziale marginalità sociale, il caldo di questi giorni possa aver avuto un ruolo, forse anche sommato ad altri fattori. Si trattava infatti di una persona sola, che viveva in un appartamento all’ultimo piano senza impianti di condizionamento. Se si è sentito male, nessuno ha avuto modo di prestargli soccorso.

I casi di malore, in particolare tra gli ultraottantenni sono in costante incremento, in questi giorni di afa. Lo dimostra l’impennata di accessi al Pronto soccorso.

Non mancano le richieste di intervento dalle case di riposo. In effetti in questa ultima settimana sta emergendo un altro fenomeno: alcune strutture sono prive di impianti adeguati, oppure non funzionanti. «Abbiamo constatato la presenza di stanze con temperature molto elevate – racconta un sanitario – dove si faceva fatica a respirare». Pochi giorni fa è stato ricoverato un anziano in gravi condizioni. Proveniva da una casa di riposo del centro.

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