I Caduti del novembre 1953 ricordati davanti alla chiesa di Sant’Antonio Nuovo a Trieste

La solenne cerimonia dopo la Santa Messa con il coro degli alpini. Don Rosa: «Oggi vogliamo ricordare coloro che sono morti per noi e i sacrifici che ci hanno permesso di essere qui»

Fabio Dorigo
La Messa per i caduti del 1953 (foto Lasorte)
La Messa per i caduti del 1953 (foto Lasorte)

«Oggi ricordiamo gli ultimi martiri del Risorgimento. Un patrimonio di noi triestini e di tutti gli italiani». L’avvocato Paolo Sardos Albertini, presidente della Lega Nazionale, ha ricordato la Medaglia d’Oro al valor civile alla memoria conferita nel 2004 dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ai sei caduti degli scontri del 5 e 6 novembre 1953, avvenuti durante le manifestazioni per chiedere il ritorno di Trieste all’Italia.

Il riconoscimento è arrivato giovedì 5 novembre dopo la Santa Messa e la deposizione di una corona d’alloro alla targa che li ricorda posta al pronao della Chiesa di Sant’Antonio Nuovo. Presenti il vicesindaco Serena Tonel e l’assessore regionale Fabio Scoccimarro. La celebrazione è stata officiata da monsignor Roberto Rosa, vicario per il coordinamento pastorale e parroco della chiesa, con l’accompagnamento del coro degli alpini “Nino Baldi” della sezione “Guido Corsi”.

«Oggi vogliamo ricordare coloro che sono morti per noi e i sacrifici che ci hanno permesso di essere qui» ha spiegato don Rosa ricordando le figure di Pietro Addobbati, Erminio Bassa, Leonardo Manzi, Saverio Montano, Francesco Paglia e Antonio Zavadil. I loro nomi sono riportati nella targa commemorativa presente fuori dalla chiesa come “Caduti per la Patria il 5 e 6 novembre 1953”. I fatti risalgono al secondo dopoguerra.

Nel 1953 Trieste non era ancora sotto amministrazione italiana, ma faceva parte della Zona A, controllata dal Governo Militare Alleato angloamericano. Il 3 novembre 1953, anniversario dell’arrivo delle truppe italiane a Trieste nel 1918, il sindaco Gianni Bartoli decise di far esporre il tricolore sul Municipio, nonostante il divieto imposto dal Gma. La bandiera venne rimossa dalle autorità. Il 5 novembre 1953, studenti e manifestanti scesero nuovamente in strada per chiedere il ritorno di Trieste all’Italia.

Le proteste si concentrarono anche davanti alla chiesa di Sant’Antonio Taumaturgo, dove si verificarono scontri tra i dimostranti e la Polizia civile alle dipendenze del Governo Militare Alleato.

Nel pomeriggio, durante nuove proteste seguite al rito di riconciliazione della chiesa, gli agenti aprirono il fuoco sulla folla. A perdere la vita furono Pietro Addobbati, un ragazzo di appena 15 anni, e Antonio Zavadil, un passante. Il giorno successivo, 6 novembre 1953, la tensione raggiunse il culmine in piazza Unità d’Italia, dove i manifestanti si scontrarono con la polizia davanti al palazzo della Prefettura. La polizia rispose con cariche e colpi d’arma da fuoco, provocando la morte di altre quattro persone: Erminio Bassa, Leonardo Manzi, Saverio Montano e Francesco Paglia.

Ogni anno il 5 novembre Trieste ricorda gli “ultimi martiri del Risorgimento” nella Chiesa di San Antonio Nuovo.

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