A Trieste il corteo antifascista: presenti 300 persone, bloccati alcuni estremisti di destra
Le 42 sigle che hanno aderito fra striscioni, slogan, fumogeni: traffico in tilt dalle Rive fino al centro. Triplo sbarramento tra via Carducci e largo Bonifacio

L’unico potenziale rischio di contatto tra fronti opposti, nella zona di viale XX Settembre, è subito neutralizzato dalla Polizia. Sono da poco trascorse le 21 quando il corteo organizzato dal gruppo “Contro vecchi e nuovi fascismi - Trieste / Trst”, partito alle 19.20 da Riva Traiana, supera corso Italia.
I manifestanti, circa 300, raggiungono piazza Goldoni e svoltano in via Gallina come da programma concordato con la Questura. Il Reparto mobile è schierato all’incrocio con via Carducci, lungo Ponte della Fabra, proprio per evitare che qualcuno tenti di puntare il Viale, dove un mese fa si erano verificati gli scontri tra neo fascisti e antifascisti.

Il serpentone prosegue in via Reti e arriva in via Carducci. La Polizia è già disposta e sbarra il lato Viale con i mezzi blindati. Intanto sotto i Volti di Chiozza un gruppo di estremisti di destra (alcuni con casco e passamontagna) sta presidiando l’imbocco di largo Bonifacio, all’altezza della fermata dall’autobus.
Sono pronti a scattare nel caso i manifestanti si avvicinino. Ma gli agenti in tenuta anti sommossa li cinturano, creando così un doppio sbarramento: un cuscinetto di sicurezza che si estende dai portici fino all’altezza dell’incrocio tra via Carducci e via Reti. L’effetto – riuscito – è quello di evitare violenze tra le due frange come appunto era avvenuto un mese fa.

Per il resto la manifestazione, culminata in largo Santos, non registra tensioni. D’altronde gli organizzatori, alla vigilia, avevano apertamente dichiarato le loro intenzioni: una protesta pacifica in cui rivendicare i valori dell’antifascismo, proclamando i temi dell’inclusione e della solidarietà.
Alla manifestazione hanno aderito 42 sigle, tra cui anche la Cgil e l’Usb, oltre a realtà politiche come Adesso Trieste (c’era il consigliere comunale Riccardo Laterza, che ha preso parola al megafono stigmatizzando la commemorazione del 19 maggio, in via Paduina, dedicata al leader del Fronte della gioventù Grilz e ringraziando «chi è sceso in strada un mese fa»), Avs/Sinistra Italiana e Rifondazione Comunista. Hanno aderito, tra gli altri, Anpi/Vzpi Ts, Arci, Articolo 21, Comitato per la Palestina Udine, Comitato Danilo Dolci, Gruppo Anarchico Germinal, Global Sumud Flotilla Fvg, Ics, Linea d’Ombra e Non Una Di Meno Trieste.
Molti i giovani, grazie alla presenza di vari movimenti studenteschi. In tanti impugnavano le bandiere della pace e della Palestina.

«L’aggressione in Viale si inserisce in una manovra politica», ha urlato a un certo punto un ragazzo, tra slogan contro Netanyahu, le forze dell’ordine, il sindaco Dipiazza, il presidente Fedriga e l’assessore Scoccimarro.
«Marginalizzare le persone è fascista», così l’intervento di una studentessa, che si è richiamata alla gestione dei migranti a Trieste, «si devono costruire reti solidali e di comunità».
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