StarTech, il ministro Urso a Trieste: «L'amministrazione straordinaria è l'unica strada per salvare la fabbrica»

Vertice in Prefettura con il governatore Fedriga e le sigle sindacali: corsa contro il tempo verso la scadenza del 31 ottobre per salvare 300 posti di lavoro

Valeria Pace
L'arrivo del ministro Urso a Trieste
L'arrivo del ministro Urso a Trieste

Un’unità di intenti granitica tra “ministero, Regione, istituzioni pubbliche, Confindustria e i sindacati, coesi, una squadra” per salvare, grazie all’amministrazione straordinaria, StarTech dal baratro del fallimento. Lo ha affermato il ministro delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) Adolfo Urso parlando con i lavoratori in presidio davanti alla Prefettura in piazza Unità a Trieste, dopo un incontro durato un’ora con i sindacati coinvolti nella vertenza (Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm e Uglm, presente anche l'Usb) che si è tenuto proprio nel palazzo del governo.

«È l’unica strada per salvaguardare lo stabilimento produttivo e i nostri lavoratori», ha rimarcato, ricordando che grazie a questa forma di tutela di grandi aziende in dissesto economico con prospettive di rilancio «attraverso una procedura pubblica consente di individuare un attore industriale per rilanciare uno stabilimento strategico anche per il settore in cui opera». E ha aggiunto: «Questa unità d’intenti era importante venisse espressa qui a Trieste, nella piena convinzione che tutti insieme possiamo raggiungere l’obiettivo, tanto più perché proprio in questi giorni dovrebbero decidere di attivare la procedura dell’amministrazione straordinaria». Si è detto, insomma, fiducioso, il ministro di poter raggiungere in tempi ragionevoli il risultato di trovare altre realtà, «nazionali e internazionali» interessate al sito.

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Un presidio affollato di oltre un centinaio di lavoratori della StarTech - «almeno metà fabbrica», secondo alcuni di loro – davanti alla Prefettura l’ha accolto. Il titolare degli scottanti dossier sulle crisi industriali, a Trieste per la Barcolana, ha scelto di dare un segnale forte ai lavoratori. Al confronto ha partecipato anche il governatore Massimiliano Fedriga e l’assessore regionale al Lavoro Alessia Rosolen nonché, ovviamente, il prefetto e commissario del governo per il Friuli Venezia Giulia Giuseppe Petronzi. Un incontro che è durato un’ora, al termine del quale, dopo essersi intrattenuto con i giornalisti, Urso ha pure parlato direttamente al microfono ai lavoratori.

Sono poco più di 300 i lavoratori e le famiglie che da fine aprile sono riprecipitate nel baratro della crisi e dell’incertezza quando all’improvviso c’è stato un ritardo del pagamento degli stipendi. Da allora il 27 del mese non è più stato il mese di paga per i lavoratori dello storico sito di componentistica elettronica di strada al Monte d’Oro a Trieste, ma il giorno dell’incertezza e dell’angoscia. Da agosto non hanno più visto un euro dall’azienda, ma tirano avanti grazie al fatto che ora l’ammortizzatore sociale in uso, la solidarietà, consente che la quota di cigs sia erogata direttamente dall’Inps.

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I lavoratori di StarTech in corteo davanti alla dirigenza

Il ceo di StarTech, Novica Mrdovic Vianello, ha continuato a parlare di prestiti e investitori e prospettive di rilancio del suo progetto industriale, nonostante l’assicurazione resa al precedente tavolo di crisi alla sede del Mimit a Roma che avrebbe consegnato l’incartamento necessario per farsi da parte e tutelare il sito. Aveva promesso di farlo entro il 2 ottobre, prima data utile per presentare i documenti al tribunale. Proprio ieri, è emerso nella riunione, ha presentato solo una prima, incompleta, porzione delle carte. Ma c’è una data nera entro cui le cose devono essere definite: il 31 ottobre, giorno di scadenza dell’accordo di solidarietà.

Il presidente della Regione Fedriga, in una nota congiunta con l’assessore Rosolen, ha affermato che tutte le istituzioni «in piena intesa con le rappresentanze sindacali» chiedono «alla proprietà di perseguire la strada dell'amministrazione straordinaria, ponendo fine alla ridda di voci che si sono susseguite negli ultimi mesi in merito a possibili investitori o finanziatori, mai concretizzatisi».

Come hanno spiegato i due rappresentanti dell’amministrazione regionale, il senso di responsabilità che la Regione, insieme a istituzioni e parti sociali, sollecita deve tradursi da parte dell’azienda in immediati atti concreti.

«Il prossimo 31 ottobre - hanno ricordato il governatore Fedriga e l'assessore Rosolen - scade, infatti, l'ammortizzatore sociale. Entro questa data occorre che il quadro si chiarisca, anche per garantire continuità al sostegno al reddito delle lavoratrici e dei lavoratori».

A margine il ministro Urso ha parlato con ottimismo, tra l'altro, di crisi industriali e della vertenza Electrolux, di confronti con l'Europa per garantire la competitività europea, dell'intenzione di realizzare depositi europei di materie prime critiche a Marghera, con il coinvolgimento però anche del porto di Trieste, Ravenna e Venezia e delle prospettive di sburocratizzazione e accelerazione industriale che potranno coinvolgere anche il Nord Italia (dopo il successo della Zes unica del Mezzogiorno) e il Fvg.

Al fianco dei lavoratori in presidio anche la deputata dem ed ex governatrice Debora Serracchiani.

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