«Trieste è lanciata ma serve saper cogliere tutte le occasioni»



Che Trieste stia vivendo un momento magico lo si ripete ormai come un mantra. Occorre tuttavia chiedersi che fare affinché la città colga pienamente le possibilità che le si offrono. Se n’è parlato ieri durante l’incontro “Trieste città europea, città globale”, organizzato dall’associazione Luoghi comuni (nella foto di Massimo Silvano i relatori). «Il mio obiettivo - ha affermato il presidente dell’Autorità portuale Zeno D’Agostino - è creare occupazione e sviluppo: in tal senso tutte le occasioni vanno colte. Non ci sono solo i cinesi ma anche turchi, danesi, indonesiani. Abbiamo un accordo con le ferrovie austriache e stiamo dialogando con i tedeschi. Trieste oggi ha una propria visione e i grandi del mondo l’hanno accettata. Più che di porto si parla di sistema portuale, integrato con punti franchi, zona industriale e interporti. Senza industria non si va da nessuna parte. Ora serve una rivoluzione culturale, che significa teste giovani ma anche tutela dei lavoratori, che non sono qualcosa da sfruttare, come fanno i manager».

Per il consigliere regionale Pd Roberto Cosolini, a capo di Luoghi comuni, serve «internazionalizzare l’Università di Trieste, che dovrebbe diventare il luogo dove si formano le classi dirigenti dell’Est Europa. Imprese ad alto contenuto tecnologico vanno portate in Porto vecchio, cui serve una visione complessiva perché diventi motore di trasformazione della città. La città ha un passato che non ha bisogno di essere mitizzato. Oggi grazie alla portualità e alla nuova Via della seta ha di nuovo visibilità: siamo l’unico porto italiano avente vocazione globale».

L’ex dg di Generali China Renzo Isler ha avvertito: «Se Xi Jinping è venuto in Italia con dossier alla mano, dove si parla peraltro anche di Trieste, significa che la cosa è fatta. Nella mentalità cinese il numero uno non si scomoda per un’incertezza. I cinesi sono pronti a venire qua, nei modi che decideremo noi: siamo noi che comandiamo, c’è grande rispetto per l’Italia. È un’occasione unica che impone di superare le divisioni partitiche. Occhio però: se noi mandiamo un sottosegretario a trattare, risponderanno con la stessa moneta». Ha moderato il dibattito Francesco De Filippo,responsabile dell’Agenzia Ansa Fvg. Ha introdotto la vicepresidente di Luoghi comuni Antonella Carini. Erano presenti inoltre Giulia Massolino, ricercatrice impegnata nella comunicazione della scienza, e Virgilio Boasso, studente universitario, che hanno portato il punto di vista dei giovani.—



Riproduzione riservata © Il Piccolo