Trieste, in 400 al “Gran ballo della Tenerezza”: una serata per aiutare i bambini malati
Ospiti arrivati anche da Londra, Parigi, Vienna e dall’estero per sostenere le cure palliative pediatriche. Al Duchi d’Aosta raccolti fondi per il nuovo modello di assistenza del progetto Oasi

Una serata elegante, internazionale e soprattutto dedicata alla solidarietà. È stato un grande successo il “Gran ballo della Tenerezza”, andato in scena sabato sera nel dehors del Grand Hotel Duchi d’Aosta, affacciato su piazza Unità d’Italia a Trieste.
Quasi 400 persone hanno partecipato all’evento benefico, arrivando non solo da diverse regioni italiane, ma anche dall'estero: tra gli ospiti c'erano persone provenienti da Londra, Parigi, Vienna, Egitto, Cipro, Costa d'Avorio e Libano.
Ad accoglierli, il red carpet, i trampolieri della troupe de théâtre “Barbamoccolo” e le ballerine “Farfalle di luce”, che hanno aperto una serata pensata per coniugare mondanità, spettacolo e solidarietà.
La raccolta fondi per le cure palliative pediatriche
Come ogni anno, il “Galà della Tenerezza” ha scelto di rendere omaggio a un'idea, a un'emozione, a un colore o a una storia con un obiettivo preciso: sostenere le cure palliative pediatriche.
Al centro dell'edizione di quest'anno c'è stato il Progetto O.A.S.I., nato per offrire un nuovo modello di accoglienza e assistenza ai bambini affetti da malattie inguaribili ad alta complessità assistenziale e alle loro famiglie.
Dopo alcuni brani d'opera interpretati dal tenore Luca Minnelli, sono intervenuti gli organizzatori e i sostenitori del progetto.
L'appello: «Queste famiglie hanno bisogno di sollievo»
Accanto all'instancabile don Marco Eugenio Brusutti, hanno preso la parola Milena Da Ronch, Ceo del Grand Hotel Duchi d'Aosta, Michela Stabile, vicepresidente dell'Associazione Maruzza Friuli Venezia Giulia, e la dottoressa Lucia De Zen, responsabile del Centro regionale per le Cure Palliative Pediatriche.
Proprio la dottoressa De Zen ha sottolineato la necessità di andare oltre la sola assistenza sanitaria.
«Queste famiglie – ha spiegato – non hanno bisogno solo di trattamenti sanitari: hanno bisogno di un luogo che sappia accoglierle, sostenerle e offrire loro sollievo nei momenti di degenza: aiutateci!».
Sono oltre 100 i bambini residenti in Friuli Venezia Giulia le cui famiglie affrontano quotidianamente un percorso fatto di cure, paure, speranze e di un impegno assistenziale continuo.
Quattro camere per un nuovo modello di assistenza
Un video ha illustrato al pubblico le finalità del Progetto O.A.S.I. e le tecnologie immersive e di realtà virtuale che si punta a utilizzare per portare sollievo ai bambini ricoverati nell'Hospice del Burlo Garofolo.
Il progetto prevede la realizzazione di quattro camere indipendenti, progettate per accogliere anche i familiari, insieme agli spazi necessari per garantire un'assistenza altamente qualificata da parte dell'équipe del Centro regionale di Cure Palliative Pediatriche.
L'obiettivo è creare un luogo capace di rappresentare un nuovo modello di assistenza pediatrica, nel quale le terapie previste dai protocolli possano essere integrate con strumenti tecnologici innovativi.
Tecnologia e cura insieme
Il progetto O.A.S.I. punta infatti a integrare la medicina e l'assistenza tradizionale con le tecnologie immersive e la realtà virtuale, sviluppate da Ikon digital farm di Staranzano.
La raccolta fondi, insieme al contributo di enti e aziende, servirà a sostenere questo modello innovativo, pensato per rendere più accogliente e meno difficile il periodo di degenza per i piccoli pazienti e per le loro famiglie.
«Così in modo scenografico si vuol portare avanti il messaggio di bene, di cura, di ascolto a favore dei bambini affetti da malattie inguaribili ad alta complessità assistenziale ed ai loro familiari», ha spiegato don Marco.
I saluti delle istituzioni
Alla serata non sono mancate le istituzioni. Il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza ha portato il saluto della città, mentre l'assessore regionale all'ambiente Fabio Scoccimarro ha rappresentato la giunta Fedriga.
La serata ha inoltre raccolto numerosi contributi video, tra cui quelli del direttore della Clinica pediatrica Egidio Barbi, di Lina Doris, presidente onorario di Banca Mediolanum, dell'attrice Marisa Laurito, del vescovo di Trieste Enrico Trevisi e dello sceicco Rashid bin Khalifa al Khalifa, della famiglia reale del Bahrein.
Trenta sponsor e la generosità degli ospiti
Il successo dell'iniziativa è stato reso possibile anche dalla collaborazione di 30 sponsor privati e dalla generosità dei quasi 400 partecipanti, che hanno contribuito alla raccolta fondi.
La solidarietà si è tradotta anche nella cena, con i piatti dello chef Stefano Ferluga, realizzati grazie al sostegno di numerosi produttori agroalimentari.
Tra le realtà che hanno contribuito figurano: Distillerie Nonino di Percoto, Consorzio Montasio, Venica & Venica, Pasticceria Maritani, Ortofrutticola Medea, Azienda agricola Saliet, Salumi Lovison, La Sisile, Prosciutti D'Osvaldo e Jolanda de Colò, oltre a numerosi produttori di vini e distillati.
Musica, balli e atmosfera internazionale
Dopo la parte istituzionale, il Gran ballo è entrato nel vivo con la musica e le danze. Gli ospiti hanno assistito alle esibizioni del Polka Never Dies e al Valzer dell'Imperatore, per poi proseguire con il Groupe de musique “Stefania & Mamma mia”.
Una lunga serata tra musica, gastronomia e mondanità, con un obiettivo che ha dato un significato particolare all'intero evento: trasformare l'eleganza e la partecipazione in un aiuto concreto per i bambini e le loro famiglie.
Una platea internazionale per la solidarietà
Tra gli ospiti figuravano anche i marchesi Carignani di Novoli, i conti Della Zonca, le famiglie Nonino, Venica e Canella, il Commissario del Governo, il vice questore di Trieste, il direttore della Sissa e diversi componenti del Comitato d'onore.
Un Comitato che riunisce personalità di rilievo, tra cui il cardinale Agostino Marchetto, il principe Carlo Alessandro della Torre e Tasso, la duchessa Mary Teissier, il principe Giovanni Alliata di Montereale e, da Udine, le contesse Costanza Beretta di Porcia e Brugnera, Marisanta di Prampero de Carvalho e Lelia Passi, oltre alla N.D. Marina Grimani Parisi e a numerosi altri benefattori.
Una partecipazione che conferma la dimensione ormai internazionale del Gran ballo e, soprattutto, la capacità dell'iniziativa di richiamare attenzione e risorse su un tema delicato come quello delle cure palliative pediatriche.
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