Trieste, la carica dei candidati al Savoia per le selezioni di Emirates

TRIESTE Tacchi alti, capelli raccolti e tailleur per le ragazze, giacca, cravatta e completi eleganti per i ragazzi, come richiesto dal dress code, tutti con il curriculum in mano, e con la speranza di un lavoro che consenta loro di girare il mondo. Un centinaio di giovani, giunti dal nord Italia e dalla Slovenia, ha preso parte ieri alle selezioni per la compagnia aerea Emirates, organizzate al Savoia Excelsior Palace.
«Ho vissuto otto mesi in Nuova Zelanda, facendo tanti lavori – spiega Ilaria, 22 anni, di Trieste – mi piace viaggiare e mi adatto a qualsiasi situazione, per questo sono qui, è la prima esperienza di questo tipo». In fila, prima di entrare nella sala dove si svolgeranno i colloqui, c’è chi ha già un lavoro. «Sono la più “vecchia” qui, ho 32 anni – dice un’altra ragazza triestina – ho già un impiego ma vorrei cambiare. Sono laureata in risorse umane, oltre a un master, spero prendano in considerazione non solo personale di bordo ma anche di terra».
E c’è chi ha macinato parecchi chilometri. «Vengo da Torino – racconta Nicolò, 24 anni – studiavo Giurisprudenza ma ho smesso, per il momento. Perché vorrei trasferirmi all’estero, questa potrebbe essere una buona opportunità, sono arrivato qui perché le altre date disponibili non erano ancora online quando ho deciso di provarci».
È di San Giorgio di Nogaro Matteo, 22 anni. «Il mio desiderio più grande è di diventare un pilota – sottolinea –, ma se potessi iniziare intanto come steward, per poi continuare il percorso in questo settore, sarei felice». In coda alcune ragazze slovene, che hanno letto sul web l’appuntamento. Per tutti un incontro iniziale, un test di inglese e un colloquio. Nessun obbligo di registrazione prima dell’appuntamento.
Secondo le indicazioni fornite dalla compagnia online, è fondamentale avere almeno 21 anni, un’altezza minima di un metro e 60, il diploma, un’ottima conoscenza dell’inglese scritto e parlato, e nessun tatuaggio visibile una volta indossata l’uniforme dell’equipaggio. E viene sottolineato come non sia consentito coprire con trucco o bendaggi eventuali disegni impressi sulla pelle. Insomma niente tattoo nelle parti più esposte. Necessaria poi una buona forma fisica, per un ruolo definito impegnativo. –
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