Trieste, la ripartenza a ostacoli per penuria di tram

TRIESTE. Nessuno si sbilancia ufficialmente sulla ripartenza del tram di Opicina. Ma i tempi rischiano di non essere brevi perché servono almeno tre vetture per garantire il servizio ordinario mentre attualmente, dopo il terribile frontale di martedì, ce ne sono soltanto due pronte a rimettersi subito in moto.
E così, mentre il servizio è attualmente sospeso, Trieste Trasporti si interroga sulla soluzione migliore da adottare.
Il parco rotabili del tram al gran completo è composto da sei vetture biancoblu per il servizio regolare che vanno dalla 401 alla 407 ma non comprendono più la 403 che è stata demolita a seguito dell’incidente verificatosi il 28 novembre 1975 nonché da due vetture storiche.
Le attuali vetture risalgono a due forniture distinte commissionate dall’allora Società Anonima delle Piccole Ferrovie di Trieste alle Officine Meccaniche La Stanga di Padova. La stessa che costruì i tram urbani a carrelli per l’Acegat.
Il primo gruppo, numerato in origine 101 - 105 e poi rinumerato con la serie 400 a partire dal febbraio del 1974, fu consegnato nel 1935 e proprio Il Piccolo nell’edizione del maggio diede notizia dell’arrivo del primo dei nuovi “carrozzoni”. Il secondo gruppo, composto dalla 106 e dalla 107, leggermente diverse e più spartane, di tipo autarchico, risale al 1942.
Tornando al presente, a fronte di sei vetture in dotazione, dopo lo schianto di Conconello la 404 e la 405 sono ovviamente out: sono state rimosse dai binari e poste sotto sequestro dalla magistratura per le perizie necessarie. Poi dovranno essere riparate: prematuro per ora parlare di stima dei danni e anche dei tempi tecnici necessari per il ripristino.
Restano quattro vetture sulla carta. Ma la 401 e la 407 sono al momento “fuorigioco” seppur per motivi diversi. La prima, in rimessa ormai dal 18 agosto 2009, è interessata da lavori di ripristino per il ritorno in servizio. Le cause della lunga sosta?
Presto dette: la vettura, dopo essere stata sottoposta a revisione generale e attrezzata con il sistema di guida elettronico tipo “chopper”, venne fermata per sospette crepe alle due travate di appoggio della cassa.
L’anomalia non fu rilevata durante le operazioni di restyling sulla vettura ma durante il regolare esercizio. Per precauzione si decise di effettuare un fermo macchina e “scattare” una sorta di radiografia che confermò i sospetti individuando le microfratture.
Il tram 401 venne così tolto dal servizio in attesa di un intervento risanatore che, causa il “patto di stabilità” del governo Monti, è slittato alle calende greche. Finalmente, nei mesi scorsi, il via libera.
Le operazioni di ripristino strutturale si sono svolte nelle officine specializzate del Polo nautico di riva Giovanni da Verrazzano e ora il mezzo è ritornato a “casa” dove i lavori per completarlo stanno procedendo regolarmente e, a quanto risulta, sono in fase di ultimazione. Date certe, però, non si conoscono.
La vettura 407, l’unica ad aver mantenuto il sistema di guida di vecchio tipo aerostatico con il controller, risulta invece al momento inutilizzabile in quanto prossima alla revisione generale per la scadenza ventennale. Risultato: al momento risultano disponibili soltanto le vetture 402 e 406. Poche, troppo poche per garantire il servizio ordinario.
In verità il servizio può essere svolto comunque anche con due soli tram anziché con tre. Ma a un prezzo: corse ogni quaranta minuti anziché ogni venti oppure due vetture in azione ma affiancate dal servizio di spola con autobus tra Conconello e Opicina.
Al momento Trieste Trasporti non ha ancora deciso. Nell’attesa, vista l’assenza della linea tranviaria 2, è attivo il servizio sostitutivo di autobus linea 2/, che osserva gli stessi orari del tram con partenza da via Galatti mentre la linea 3 è deviata per via Commerciale alta e verso la Stazione centrale durante la corsa in discesa.
Riproduzione riservata © Il Piccolo










