Trieste: la rivolta di Altura in municipio

Il “caso Altura” infiamma la seduta della commissione trasparenza presieduta da Paolo Rovis (Tp). Sotto la lente di ingrandimento dei consiglieri è finito il Piano nazionale per la riqualificazione sociale e culturale delle aree urbane degradate: un bando governativo attraverso il quale vengono stanziati dei finanziamenti (in questo caso 3,2 milioni di euro complessivi, dove ai fondi statali si aggiungono quelli di Regione, Ater e Azienda sanitaria), per ottenere i quali il Comune di Trieste ha presentato un progetto sviluppato su una serie di percorsi urbanistici e sociali ed individuando nel quartiere di Altura l’area oggetto della riqualificazione.
Tra le iniziative dell’intervento anche una serie di attività «atte ad innalzare il livello culturale degli abitanti del quartiere». Una scelta che non è andata giù ai residenti di Altura. «Non ci riteniamo né degradati né tantomeno analfabeti - ha tuonato Angelo Ferri, che rappresenta il complesso condominiale di Altura -. Non ci è piaciuto come è stato inquadrato il progetto e soprattutto la poca conoscenza di quest’area da parte dell’amministrazione comunale. Parliamo di un quartiere nato negli anni ’70 e che noi abbiamo contribuito a costruire con le nostre forze, lavorando sul fronte della socializzazione e potenziando i servizi pubblici. L’unica cosa che va rinnovata è l’area del centro commerciale». Concetti ripresi da Alessandro Minisini, presidente Club Altura ed ex consigliere comunale: «Il sospetto è che per accedere al bando ed ai relativi fondi si siano dovute dire cose false - ha affermato Minisini -. Mi chiedo: si può parlare di degrado in un’area dove ci sono piscina, giardino pubblico, campi sportivi, scuole e trasporto pubblico? Chi ha stilato questo progetto ha completamente sballato le esigenze del territorio». Poi le precisazioni dell’assessore comunale all’urbanistica Elena Marchigiani: «C’è stato sicuramente un problema di terminologia infelice e di difetto di comunicazione - ha rilevato -. Si trattava di un’occasione importante di finanziamento e l’idea era quella di lavorare su un progetto che avesse una portata più ampia, proprio per dare delle risposte concrete alle esigenze del rione attraverso interventi di natura sociale, culturale e di spazi». Sulla questione è intervenuto anche il presidente della settima circoscrizione Francesco Bettio (Rivolta l’Italia): «Riguardo al progetto c’è stato un approccio completamente sbagliato da parte dell’amministrazione comunale, che sul rione di Altura ha cambiato idea più volte, visto che appena due anni or sono si parlava di un’area che non presenta particolari problemi». Duro anche il commento dei consiglieri di opposizione: «D’accordo la possibilità di accedere a dei finanziamenti, ma non prendiamoci in giro - ha sbottato Franco Bandelli (Un’Altra Trieste) -. Chi ha parlato di degrado riguardo ad Altura deve chiedere scusa ai residenti dell’intero quartiere». Infine Roberto De Gioia (Socialisti): «Abito da 40 anni ad Altura e nessun residente si è mai lamentato. D’accordo i finanziamenti, ma parlare di degrado è assurdo. In questo modo si è creato un danno al rione, i cui abitanti peraltro non sono mai stati interpellati».
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