Musicisti meccanici e cani robot danno il via alla Maker Faire, la fiera dell'ingegno a Trieste

Prima giornata dell’evento organizzato da Comune di Trieste e Ictp con 450 creativi provenienti da tutta Europa e non solo

Nessuno scienziato pazzo si aggira in quello che può esser definito un laboratorio a cielo aperto, ma non c’è davvero limite alla creatività. Nelle casette in legno che fungono da stand personalizzati per i 450 maker presenti, i progetti di ingegno, robotica, artigianato digitale e tecnologia hanno richiamato in piazza Unità appassionati e curiosi di ogni età per l’apertura della Maker Faire.

Alcuni protagonisti della Trieste Maker Faire (Lasorte)
Alcuni protagonisti della Trieste Maker Faire (Lasorte)

Balzano subito all’occhio tre grandi robot musicisti in legno: una band formata da un bassista, un percussionista e un suonatore di glockenspiel, che suona musica utilizzando un organetto di Barberia da strada restaurato e con manovella che funziona con schede perforate di carta dell’800, il tutto modernizzato dall’elettronica. Sono realizzati da una coppia di ingegneri di Monza, del team di Ammilab, laboratorio dell’Associazione Italiana di Musica Meccanica, specializzato nel preservare, registrare e far rivivere strumenti musicali con le nuove tecnologie. Triestini e turisti si fermano e gli applausi scrosciano.

Musicisti - robot suonano in piazza, è la Trieste Maker Faire

Girando a caccia dell’invenzione che piace di più, impossibile non imbattersi nel cane robot, acquistato dall’Associazione Asperastra di Trieste come proprio testimonial ed in quello, più piccolo, realizzato completamente da una ventunenne triestina, futuro ingegnere elettronico: Martina. Racconta di averlo creato da zero, dopo l’esperienza di un braccio robotico alle superiori, prima costruendolo in legno, poi in plastica fino all’ultima versione con un “cervello” che gli permette di muoversi da solo.

Immancabili i giochi elettronici, ideati, disegnati e stampati in 3D, alcuni con la caratteristica di essere modulari, con un solo cervello per far funzionare più giochi. Richiamano l’attenzione anche piccoli progetti firmati da giovani ingegni: è opera di Ludovico, studente di prima media, un radar realizzato con la piattaforma di prototipazione elettronica Arduino e sensori a ultrasuoni, per rilevare la presenza e distanza di oggetti nello spazio circostante.

Il cane robot gioca con il cucciolo vero, è la Trieste Maker Faire

Ma anche Lego a tema scientifico, un forno per cucinare a energia solare che riflette il calore tramite uno specchio, gioielli con simboli triestini quali bora, Capo in B, osmiza, rappresentati in un disegno, stampati a mano e riprodotti su magliette e gadget per essere venduti.

Il pubblico scopre le idee innovative, prototipi, tecnologie, mettendo mano sulle cose, sperimentando, giocando e fin dalla prime ore di apertura c’è la fila per poter provare il progetto del “Gran Premio della Bora”, circuito virtuale di automobilismo, ambientato nel cuore della città. Monitor, computer, volante e si parte per le strade di Trieste trasformate in pista, affrontando il rettilineo di Porto Vecchio, le curve del centro e le sezioni più tecniche tra piazza Goldoni e corso Italia.

Alcuni protagonisti della Trieste Maker Faire (Lasorte)
Alcuni protagonisti della Trieste Maker Faire (Lasorte)

Un’idea frutto dell’ingegno di due studenti del liceo Galilei, Mattia ed Emanuele che, dal divano di casa guardando un video, si sono imposti di voler costruire un circuito e collegare così Trieste al mondo del racing.

E c’è anche chi volutamente si definisce “l’unico scienziato non pazzo” e che ha progettato la sua “Suonatutto”, un marchingegno musicale itinerante, una sorta di bicicletta con led e microcontrollori e che volutamente suona e coinvolge i presenti.

Al calar della sera l’atmosfera si fa suggestiva con le luci dell’Albero della Vita, replica in scala ridotta di Expo 2015 Milano, struttura in metallo alta 5 metri con chioma tubolare dotata di effetti luminosi e musicali. Senza contare gli effetti prodotti da bobine di Tesla, generatori di alta tensione ad alta frequenza, che emettono fulmini controllati con segnali audio che generano suoni, musica e coreografie visive.

La Maker Faire 2026, sostenuta dalla Regione, è coorganizzata dal Comune e dal Centro Internazionale di Fisica Teorica Abdus Salam (Ictp) che nell’evento ricorda il centenario del suo fondatore e premio Nobel. Un’edizione rivolta a giovani, studenti e appassionati. «I giovani devono osare e fare queste cose belle – sottolinea il sindaco Roberto Dipiazza – ci sono progetti mai visti». —

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