A Trieste il doppio summit. Tajani: «Prima entrano nella Ue i Balcani, poi l’Ucraina» | La diretta
Letto il discorso inviato dal presidente della Repubblica. Alle 15 il via al Forum sul nuovo corridoio Imec

A Trieste è arrivato il giorno del doppio summit – quello del trentesimo anniversario del Segretariato esecutivo dell’Ince e del Forum Imec – che vede in città la presenza di dieci tra ministri degli Esteri, a iniziare dal rappresentante dell’Italia, il vicepremier Antonio Tajani, e segretari di Stato, delegazioni parlamentari di otto Paesi, oltre a rappresentanti del mondo accademico, economico e della società civile.
La conferenza alle 10.30 nel Convention Center Generali in Porto Vecchio fa il punto sui processi e le prospettive della cooperazione nell’area, in cui l’Ince (Cei in inglese) svolge un ruolo nodale da tre decenni grazie alle sue iniziative. Sono 17 i Paesi aderenti all’Iniziativa (il diciottesimo, la Bielorussia, è sospeso dal 2022).
Alle 15 il via al Forum sul nuovo corridoio Imec, tra Mediterraneo e India. Trieste si pone quindi come snodo fondamentale tra Ovest ed Est, quello più vicino, rappresentato dai Balcani, e Ucraina, e quello più lontano dei Paesi asiatici. Alle 17.30 è in programma anche una contro-manifestazione “Comitato Trieste contro l’Imec”.
Evento Live
Un centinaio in piazza: "Fuori la Nato e Israele dal Porto di Trieste"
Il ministro degli Esteri degli Emirati Arabi: «Dall’Iran un attacco illegale»
Forum Imec, Tajani: «È il futuro della nostra economia»
Inizia il Forum Imec, Fedriga: «Un’alleanza strategica fra Paesi»
La ministra degli Esteri slovena: «Utile una integrazione graduale»
Il ministro degli Esteri croato: «Primi nella lista Ue Albania e Montenegro»
Il ministro degli Esteri serbo conferma la volontà di entrare nella Ue
Il viceministro degli Esteri ucraino: «Il nostro ingresso nella Ue è una pietra angolare»
Dipiazza: Trieste hub di conoscenza e innovazione
Fedriga: «L’Europa ora non può permettersi di non avere una difesa»
Tajani: «Prima entrano nella Ue i Balcani e poi l’Ucraina»
Tajani: «Non siamo parte della guerra, ma rimarremo nel Mar Rosso»
Mattarella: Ince una piattaforma stabile di dialogo e collaborazione
Dal Mas (Ince): Europa più forte è baluardo al disordine nel mondo
Un centinaio in piazza: "Fuori la Nato e Israele dal Porto di Trieste"
Si sono presentati in un centinaio scarso nel pomeriggio di oggi in piazza della Borsa, al presidio contro le guerre e il riarmo promosso da varie sigle pacifiste di sinistra. L’iniziativa nasce per riportare l’attenzione sui numerosi conflitti che attraversano lo scenario internazionale, dalle tensioni in Medio Oriente interconnesse con il futuro del porto di Trieste.
Foto BruniEcco il comunicato di lancio del presidio:
"Il 17 marzo il ministro degli Esteri Antonio Tajani è a Trieste per suggellare la candidatura del nostro porto a principale collegamento tra l'Europa e il regime sionista attraverso il corridoio IMEC. Saranno presenti rappresentanti Usa e di "Israele". Il piano prevede di legare il porto di Trieste con quello di Haifa, principale infrastruttura militare marittima di "Israele". In questo modo, il nostro scalo verrebbe trasformato in un avamposto strategico per le guerre in Medio Oriente e non solo. È il momento di mobilitarci per respingere la volontà del governo di trasformare il nostro porto e il nostro territorio in una base strategica al servizio dell'imperialismo USA, dei sionisti e delle potenze della NATO, cioè delle forze responsabili della deriva globale verso la terza guerra mondiale".
Foto BruniDestro (Confindustria): «Ruolo attivo delle imprese per Imec»
«L’Imec rappresenta un’importante opportunità per l’Italia, in particolare per rafforzare il ruolo dei porti, migliorare la connettività ferroviaria e favorire l’integrazione industriale lungo il corridoio». Così Leopoldo Destro, delegato del presidente di Confindustria per Trasporti, Logistica e Industria del turismo. «Confindustria conferma il proprio impegno a contribuire ai gruppi di lavoro su studi, merci, digitale ed energia, sostenendo un ruolo attivo delle imprese italiane nello sviluppo del corridoio con ricadute concrete sul commercio, sull’industria e sulla competitività del Paese».
Zoppas (Ice): «Servono infrastrutture che diano garanzie»
«Il Fvg ha costruito nel tempo e si è trovato al centro di molti corridoi. Quella di Imec è un’area conveniente per aumentare il traffico. Gli imprenditori dell’export hanno bisogno di sicurezza e quello che sta succedendo nel mondo segnala che servono infrastrutture che diano maggiori garanzie». Così Matteo Zoppas, presidente della Agenzia Ice. «Imec permetterà di ridurre i costi di transito fino al 30% e del 40% i tempi di transito: può far diventare competitivi i nostri prodotti».
La ministra degli Esteri rumena: «Più siamo legati, maggiore sarà l’unità politica»
«Più siamo legati sul piano commerciale, dell’energia e dei dati, maggiore sarà la nostra unità politica: servono alternative per essere meno dipendenti sul piano energetico». Così Oana Toiu, ministra degli Esteri rumena, al Forum Imec.
Il ministro degli Esteri degli Emirati Arabi: «Dall’Iran un attacco illegale»
«Il mio Paese sta sopportando un attacco illegale dell’Iran contro attività civili, infrastrutture, abitazioni e sedi diplomatiche, una violazione della nostra sovranità e del diritto internazionale. Imec è una piattaforma per rafforzare la resilienza economica e mettere in sicurezza le supply chain del commercio globale: il nostro impegno è pragmatico, serviranno investimenti». Così il ministero degli Esteri degli Emirati Arabi Saeed Alhajeri, intervenendo al Forum Imec.
Il Ministero degli Esteri degli Emirati Arabi Saeed Alhajeri (foto Andrea Lasorte)Forum Imec, Tajani: «È il futuro della nostra economia»
«Il corridoio Imec rappresenta il futuro per la nostra economia. Balcani, Mediterraneo, Paesi africani, Paesi del Golfo fino ad arrivare all’India: un corridoio infrastrutturale e commerciale che costituisce una straordinaria opportunità». Così il vicepremier Tajani che ha aperto il Forum Imec al Generali Convention Center. «Oggi con i rischi di guerra, i problemi al trasporto di gas e di petrolio, avere un’infrastruttura che arrivi via terra dal golfo all’Europa significa non essere sottoposti a blocchi o attacchi: significa libertà in caso di nuovo conflitto».
Inizia il Forum Imec, Fedriga: «Un’alleanza strategica fra Paesi»
«Imec rappresenta un’opportunità straordinaria per il sistema logistico della nostra regione, del sistema paese e dell’Europa stessa». Così il governatore del Fvg, Massimiliano Fedriga al Forum Imec che inizia alle 15. «Dobbiamo pensare a questa rete di alleanza affinché il nostro continente e il nostro mare non siano ridotti a un’economia marginale. India, Emirati e Arabia potranno sempre più giocare un ruolo strategico nel commercio internazionale. Imec rappresenta un’alleanza strategica fra Paesi».
Tajani conclude il summit Ince: «Sui Balcani nella Ue servono risposte concrete»
Il ministro Tajani ha concluso l'appuntamento dedicato all'InCe confermando il forte impegno dell'Italia per l'integrazione dei Balcani nell'Ue. «Ci sono Paesi che stanno aspettando da molto tempo e abbiamo il dovere di dare risposte concrete», ha detto il ministro.
Il ministro degli Esteri della Bosnia Erzegovina: le interferenze russe rallentano l’integrazione
Il ministro degli Esteri della Bosnia Erzegovina Elmedin Konakovic: «L'integrazione europea per noi è fondamentale per attirare investitori e sostenere la nostra economia». Anche Konakovic ha imputato alle interferenze russe la responsabilità di un rallentamento del processo di adesione in Bosnia Erzegovina.
La ministra degli Esteri slovena: «Utile una integrazione graduale»
La ministra degli Esteri della Slovenia, Tanja Fajon, ha sottolineato l'importanza di dare «accesso equo a tutti coloro che chiedono l'ingresso nell'Unione europea e usare un approccio basato sul merito». Ma bisogna anche, ha aggiunto, assicurarsi che l'Ue sia «veramente pronta all'allargamento». «C'è scetticismo nelle nostre società, specialmente nell'ambiente geopolitico di oggi» e dunque bisogna spiegare bene i vantaggi dell'allargamento ai cittadini. «Credo che l'integrazione graduale sia utile: iniziare dall'appartenenza del mercato unico europeo. Non come alternativa ma per spingere l'accesso al mercato unico. È importante anche ascoltarsi l'un l'altro in forum come questo e capirsi», ha concluso.
La ministra degli Esteri della Slovenia, Tanja Fajon (foto Andrea Lasorte)Il ministro degli Esteri moldavo: «Oggi siamo più vicini ai criteri di integrazione»
Il ministro degli Esteri della Moldavia Mihai Popsoi: «La cooperazione pratica messa in atto da InCe permette alla Moldavia di essere più vicina a raggiungere i criteri dell'integrazione». Popsoi ha sottolineato la resilienza della Moldavia nel difedere le proprie istituzioni democratiche da interferenze esterne. «Un attacco russo ha però ora messo a rischio l'80% delle nostre risorse idriche», ha aggiunto sottolineando gli impatti del conflitto ucraino nell'area.
La sala del summit al Generali Convention Center (foto Andrea Lasorte)Il ministro degli Esteri croato: «Primi nella lista Ue Albania e Montenegro»
Il ministro degli Esteri della Croazia, Gordan Grlic-Radman ha ricordato i tempi dell'ex Jugoslavja in cui venire a Trieste era per i croati «la libertà». La Croazia è il membro Ue più recente, e il ministro ha ricordato di aver «lavorato duro per fare le riforme». L'allargamento Ue, ha affermato, «è un buono strumento geopolitico. Ma non bisogna dimenticarsi l'approccio basato sul merito». Primi della lista nei Balcani per il ministro «l'Albania e il Montenegro».
Il ministro degli Esteri serbo conferma la volontà di entrare nella Ue
Il ministro degli Esteri della Serbia Marko Ðuric ha confermato la volontà del suo Paese a entrare dell'Unione europea: «Siamo consapevoli delle difficoltà e delle riforme richieste, ma è un imbarazzo per i nostri Paesi e per l'intera Europa che l'area dei Balcani non sia ancora integrata». Per Ðuric vanno velocizzati intanto alcuni elementi del processo di integrazione relativi alla libera circolazione di persone e merci.
Il viceministro degli Esteri ucraino: «Il nostro ingresso nella Ue è una pietra angolare»
Il viceministro degli Esteri ucraino Oleksander Mishenko ha mandato i saluti del titolare del dicastero Andrii Siybiha «aveva in programma di essere in presenza a Trieste ma questi sono gli imprevisti della guerra». La resistenza ucraina contro l'aggressione russa, ha detto, si basa su tre pilastri: «La professionalità dell'esercito, la resilienza della popolazione e il supporto dei nostri partner internazionali. Se viene meno l'ultimo pilastro gli altri due sono in difficoltà». L'ingresso nella Ue dell'Ucraina «è una pietra angolare per la stabilità e la pace in Europa». L'Ucraina, ha concluso, è pronta ad assumere la presidenza dell'InCe nel 2027.
Il viceministro degli Esteri ucraino in collegamento (foto Andrea Lasorte)Dipiazza: Trieste hub di conoscenza e innovazione
Il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza ha sottolineato il ruolo di Trieste, sede di grandi società come Generali e Fincantieri e «hub di conoscenza e innovazione». Il sindaco ha consegnato al segretario generale dell'InCe Franco Dal Mas il simbolo della città.
Fedriga: «L’Europa ora non può permettersi di non avere una difesa»
Il presidente del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga ha rivendicato il ruolo che possono giocare i territori in iniziative di carattere internazionale e di diplomazia: «I governi possono cambiare ma i legami tra la gente, le imprese e i territori restano» per questo «fin dalla nascita dell'InCe la Regione ha voluto contribuire». Ha anche rimarcato che InCe, Imec e iniziativa Tre mari sono collegate e possono rappresentare un'opportunità per tutti i paesi InCe.
Fedriga: «InCe può svilupparsi come grande connessione e alleanza tra Paesi»Fedriga ha anche rimarcato che «l'Europa ora non può permettersi di non avere una difesa per difendere i propri interessi». Il continente secondo il governatore «è vissuto in un clima di propaganda» di chi sosteneva che invece di investire in difesa «si doveva spendere su scuole e ospedali. Ma se non c'è la difesa che difende il commercio con quali risorse si difendono scu il le e ospedali?».
L’ambasciatore Valensise: «Ruolo fondamentale delle organizzazioni regionali»
L'ambasciatore Michele Valensise, presidente Istituto affari internazionali: «La partecipazione di Aia non è casuale per l'impegno sull'allargamento Ue. Le organizzazioni regionali possono avere un ruolo fondamentale: hanno favorito il processo di avvicinamento e ora potranno averlo in quello della riunificazione».
Michele Valensise (foto Andrea Lasorte)La senatrice Stefania Craxi: «Tappa importante»
La parole della senatrice Stefania Craxi, definendo l'InCe uno spazio di fiducia e dialogo: «Quella di oggi è una tappa importante per riflettere sulla cooperazione nell'area».
Stefania Craxi (foto Andrea Lasorte)Tajani: «Prima entrano nella Ue i Balcani e poi l’Ucraina»
Il ministro degli Affari esteri Antonio Tajani prima della sessione iniziale del Trentennale del Segretariato ufficiale dell'InCe: «Non credo si possa deludere alcun Paese dei Balcani: prima entrano nella Ue i Balcani e poi l'Ucraina». Tajani ha confermato però il sostegno dell'Italia all'Ucraina, candidandola anche alla presidenza dell'Ince nel 2027.
Tajani ha anche annunciato che l'Italia ha intenzione di formalizzare il suo ingresso come «partner strategico dell'iniziativa dei tre mari, di cui Trieste è al centro» perché ci sia «dialogo tra Mediterraneo, Mar Nero e mar Baltico».
Tajani: «Non siamo parte della guerra, ma rimarremo nel Mar Rosso»
«Non siamo parte della guerra, non intendiamo essere parte della guerra, siamo assolutamente convinti che la questione dello stretto di Hormuz debba risolversi per via diplomatica, quindi faremo di tutto perché possano esserci colloqui che portino a una soluzione del problema, anche perché è un problema che riguarda il mondo intero. Per quanto riguarda la libertà di navigazione, continueremo ad essere impegnati nelle missioni Aspides e Atlanta con la nostra Marina militare, ma rimarremo nel Mar Rosso per permettere al traffico marittimo italiano di continuare a passare attraverso Suez e poi andare verso Oriente». Lo ha detto Antonio Tajani, Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, in conferenza stampa prima del summit dell'Ince.
Tajani ha precisato che «saremo naturalmente presenti anche al largo di Cipro per garantire la sicurezza di un Paese europeo che è stato attaccato senza alcun motivo, così come, essendo parte della Nato, la Nato ha protetto da attacchi missilistici anche la Turchia».
Mattarella: Ince una piattaforma stabile di dialogo e collaborazione
«L'Iniziativa Centro Europea (InCe) trovò nell'istituzione, trent'anni or sono, di un Segretariato Esecutivo a Trieste, la maturazione politica di un progetto capace di contribuire al superamento di molte divisioni che avevano attraversato il continente. Nel tempo, anche grazie all'impulso e alla visione dell'Italia, l'Iniziativa si è affermata quale piattaforma stabile di dialogo, collaborazione e costruzione di fiducia reciproca tra i Paesi aderenti, nella prospettiva di agevolarne sviluppo e integrazione nella famiglia europea». Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un messaggio.
Il messaggio completo:
Dal Mas (Ince): Europa più forte è baluardo al disordine nel mondo
«Solo un'Europa più forte può costituire un vero baluardo di civiltà rispetto al disordine che esiste nel mondo». Lo ha detto Franco Dal Mas, Segretario Generale dell'InCe, Iniziativa centro europea, prima del doppio summit di oggi, quello del 30simo anniversario del Segretariato esecutivo dell'InCe e quello del Forum Imec.
«In questi trent'anni – ha spiegato Dal Mas – abbiamo costruito relazioni, rapporti e avvicinato Paesi un tempo divisi. Lavoriamo costantemente con grande impegno per l'integrazione dei Balcani occidentali; all'interno della nostra organizzazione è presente l'Ucraina con un proprio ambasciatore, l'Europa centrale con un'ambasciatrice ungherese e anche la Serbia con un'ambasciatrice. Quindi l'Ince riunisce al suo interno quell'Europa che un tempo era divisa e che oggi deve stare necessariamente insieme, come unica aspettativa seria che abbiamo davanti agli squilibri del mondo».
Su altri Paesi «ho registrato – ha detto ancora Dal Mas – soprattutto in questi ultimi mesi e in quest'ultimo anno, una forte proposizione da parte della Serbia verso l'ingresso nell'Unione Europea, una accelerazione. Anche la Serbia e altri Paesi, pensiamo al Montenegro o all'Albania, costituiscono un punto di vista importante. Il ministro Tajani – ha aggiunto Dal Mas – lo dice sempre: l'Europa va riunificata e nella riunificazione dell'Europa ovviamente ci sono questi Paesi. Solo un'Europa più forte può costituire un vero baluardo di civiltà rispetto al disordine che esiste nel mondo».
Il segretario nel suo discorso di apertura ha ricordato le parole di Luigi Einaudi che disse «il concetto di sovranità assoluta dovrebbe gradualmente sparire», questo non è per «fare sparire le nazioni» ma «le nazioni non possono sopravvivere se non sono aperte» perché «sono vive se sono aperte e dinamiche ma declinano quando si isolano».
Attesi anche 300 delegati di imprese
Al Forum dedicato al corridoio Imec parteciperanno oltre 300 delegati di imprese italiane e internazionali attive nei settori logistica, infrastrutture fisiche, energetiche e digitali, manifattura e tecnologie per la connettività. La loro partecipazione dovrebbe contribuire a delineare prospettive operative per Imec e opportunità di partenariato, consentendo di tradurre la visione strategica del corridoio in iniziative concrete di investimento, cooperazione industriale e sviluppo delle catene del valore tra India, Medio Oriente ed Europa.
Dall’Ucraina alla Serbia, l’elenco dei ministri presenti
Al summit, organizzato dall’InCe con l’Istituto Affari Internazionali, è prevista la partecipazione del ministro degli Esteri dell’Ucraina Andrii Sybiha e di quello della Serbia Marko Đurić, che avrà anche diversi incontri bilaterali separati a margine dell’evento.
Attesi anche i ministri degli Esteri della Moldavia Mihai Popșoi, Slovenia Tanja Fajon, Bosnia Erzegovina Elmedin Konaković, Croazia Gordan Grlić-Radman. È prevista la partecipazione della ministra degli Affari esteri della Romania, Oana Țoiu, in qualità di presidente di turno dell’InCe.
La sessione plenaria, dalle 10.30 alle 11.15, vedrà gli interventi del ministro Tajani, del segretario generale InCe Franco Dal Mas, della presidente della Commissione Affari esteri e Difesa del Senato Stefania Craxi, del governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga e del presidente dello Iai, l’ambasciatore Michele Valensise.
(foto Andrea Lasorte)I divieti e le misure di sicurezza
Divieti e misure di sicurezza eccezionali (150 tra poliziotti, carabinieri e finanzieri) per l’evento. Gli appuntamenti al Centro congressi rendono necessario interdire l’ingresso in Porto vecchio da viale Miramare; è possibile accedere da largo Città di Santos, ma non procedere oltre il Magazzino 26. I provvedimenti riguardano anche la zona centrale della città, in particolare attorno alla sede dell’InCe di via Genova e quella in prossimità degli hotel Savoia Excelsior e DoubleTree di Hilton, strutture che ospiteranno numerose delegazioni in arrivo dall’estero.In via San Carlo, la strada dietro il palazzo della Prefettura, il divieto di sosta è mantenuto fino alle 8 di mercoledì. Vietato parcheggiare in piazzale Straulino, sulle Rive, fino a quando non termineranno tutte le iniziative.
Il divieto di sosta è esteso anche a via Cadorna e a via Santa Caterina, nell’area dei due alberghi che oltre ad alloggiare alcuni degli ospiti dell’evento saranno anche sede di iniziative connesse. In via Genova, dove ha sede l’InCe, non è permessa la sosta.
Riproduzione riservata © Il Piccolo









