Turriaco ricorda il “suo” Spanghero

TURRIACO. Turriaco sta dedicando, nell’atrio del municipio, una mostra a Livio Spanghero, olimpionico di vela, per decenni colonna portante della Società velica Oscar Cosulich, padre di due velisti di livello internazionale come Guido e Luisa. Un destino singolare, potrebbe sembrare, per qualcuno nato e cresciuto bambino in campagna, in anni in cui bastavano pochi chilometri a fare la differenza di abitudini e modi d’essere. Livio, però, a 8 anni, nel 1928, si trasferì con la famiglia a Panzano, dove il padre Guido fu chiamato a dirigere l’albergo operai del cantiere navale. Il nonno materno, “paron Checo”, era inoltre, proprietario di un trabaccolo, imbarcazione a vela lunga circa 16 metri e larga 6, adibita al trasporto di materiale per l’edilizia dall’Isonzo a Trieste e in tutta l’Istria e la Dalmazia. Il piccolo Livio proprio dalla terrazza dell’albergo operai riuscì a scorgere all’orizzonte l’albero del trabaccolo del nonno, che stava rientrando in porto e, curioso come tutti i bambini, corse a salutarlo, sapendo che lo aspettava un giretto in barca. Così Livio si avvicinò e si appassionò al mondo della vela.
Nel 1933 Livio iniziò l’attività velica, iscrivendosi all’appena inaugurata Società della vela Oscar Cosulich, la cui prima sede era adiacente il bacino del cantiere. Iniziò una brillante carriera sportiva, come atleta e poi come dirigente ai più alti vertici della Federazione italiana della Vela, dell’Associazione nazionale atleti olimpici e azzurri d’Italia e della Svoc. Solo per citare un risultato sportivo, nel 1948 Livio Spanghero si qualificò e partecipò, unico timoniere singolista italiano, alle Olimpiadi di Londra, le prime del dopoguerra. La passione non è mai venuta meno a Livio Spanghero, sempre attivo in seno alla federazione e alla Svoc. Nel 2007 l’assemblea nazionale della Fiv lo nominò membro del suo Comitato d’onore per i suoi meriti sportivi, uniti all’impegno e alla dedizione a favore dello sport della vela. Una passione quella per la vela che Livio Spanghero ha saputo trasmettere ai figli Guido e Luisa, pure loro campioni europei e italiani, grazie soprattutto al prezioso supporto e condivisione della moglie Silvana.
In occasione della mostra che attraverso una serie di fotografie ricorda la figura di Livio Spanghero, la figlia Luisa spiega come l’insegnamento principale ricevuto sia stato quello di rispettare gli altri e coltivare le proprie passioni con impegno, determinazione e sacrificio. «È questo che mio papà Livio ha insegnato a me e a mio fratello - aggiunge -, oltre a raccontarmi spesso non delle sue vittorie sportive, ma della sua felice infanzia nella Turriaco che ha sempre portato con orgoglio nel cuore».(la.bl.)
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