Ucciso dalla madre a Muggia: nulla osta ai funerali di Giovanni

L’ultimo addio al piccolo verrà dato martedì 25 novembre nel Duomo di Muggia. Alla cerimonia attese migliaia di persone

Maria Elena Pattaro

La comunità di Muggia si prepara a dare l’ultimo saluto al piccolo Giovanni Trame, il bimbo di 9 anni ucciso a coltellate dalla madre la sera del 12 novembre, durante uno degli incontri non sorvegliati che il Tribunale civile di Trieste le aveva concesso da maggio. Da quella tragica sera la cittadina vive in apnea, annichilita da un dolore troppo grande. Il funerale verrà celebrato martedì mattina, alle 11 in Duomo, intitolato ai santi Giovanni e Paolo. Gli stessi nomi di bimbo e papà, separati per sempre dall’azione omicida della madre.

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Gli omaggi in memoria di Giovanni davanti alla casa in cui è avvenuto il delitto (Lasorte)

La chiesa si trova proprio di fronte al palazzo in cui si è consumato il delitto. La madre Olena Stasiuk, dopo il fermo, è ricoverata in ospedale per uno scompenso psichico. È accusata di omicidio volontario pluriaggravato e a breve è attesa la perizia (commissionata dal gip) che dovrà stabilire la sua compatibilità o meno con la custodia cautelare in carcere.

Gli omaggi in memoria del piccolo Giovanni si moltiplicano intanto di giorno in giorno: peluche, fiori, biglietti, lumini, disegni dei compagni di scuola e di squadra. Sono gli oggetti deposti davanti alla soglia oltre la quale si è consumato l’orrore.

Martedì la comunità si stringerà attorno a papà Paolo Trame per sorreggerlo nell’ora più buia, lui che da anni si opponeva agli incontri madre-figlio perché considerava «pericolosa» la ex moglie, con disturbi psichiatrici.

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Fiori, biglietti e peluche in ricordo di Giovanni Trame sotto la casa dov’è avvenuto il terribile omicidio. Foto Lasorte

Il feretro del bambino raggiungerà il Duomo alle 10 e alle 11 inizieranno le esequie, officiate dal parroco don Andrea Destradi. Al termine della celebrazione, la salma verrà sepolta nel cimitero di Muggia. Al funerale sono attese migliaia di persone. Tanto che la parrocchia sta approntando una logistica adeguata, in collaborazioni con le altre istituzioni. «Altre informazioni utili alla partecipazione sia del popolo che dei mezzi di informazione seguiranno nelle prossime ore», comunica la parrocchia a mezzo social. Sabato scorso alla veglia di preghiera in ricordo di Giovanni c’erano almeno mille persone per ricordare quel piccolo “angioletto” strappato troppo presto alla vita, senza che la rete di servizi e istituzioni attivata in sua tutela sia riuscita a proteggerlo.

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Il piccolo Giovanni Trame e i fiori e peluche lasciati all’esterno dello stabile di piazza Marconi 3 a Muggia, teatro del delitto (Lasorte)

Tra i genitori Olena Stasiuk e Paolo Trame era in corso da otto anni un contenzioso civile relativo proprio all’affidamento del figlio. Dallo scorso maggio la donna aveva ottenuto un pomeriggio in più a settimana di visita al figlio, senza le educatrici, nonostante le rimostranze e gli allarmi dell’ex marito. Il via libera era arrivato dalla giudice civile, sulla scorta della consulenza della psicologa incaricata di valutare le capacità genitoriali della ex coppia. Anche l’assistente sociale che seguiva il nucleo si era detta favorevole a incontri liberi. «Non so se è un’idea buona», aveva detto invece Giovanni alla psicologa. A gennaio del 2024, inoltre, il gip aveva archiviato, su richiesta del pm, le denunce penali sporte da papà Paolo nei confronti della ex e relative a presunti maltrattamenti, lesioni e violenza sessuale sul bimbo. —

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