Uil: «Caffaro nel giusto sulla questione tessere»
TORVISCOSA. «Alla Caffaro industrie di Torviscosa si applica il Contratto nazionale del lavoro, pertanto chi non lo ha sottoscritto non può pretendere di averne i benefici quando lo ritiene opportuno e in altri casi non rispettarne i contenuti: piaccia o non piaccia è così».
Antonino Mauro, segretario organizzativo referente per la provincia di Udine per la Uiltec-Uil, entra nel merito della vertenza avviata dall’Unione sindacale italiana, inerente le tessere sindacali in Caffaro. Come si ricorderà infatti, l’Usi contestava all’azienda la decisione di far partire l’iscrizione di due nuovi lavoratori a gennaio 2021, decisione che a seguito delle proteste delle Rsa ratificava decidendo per la trattenuta in busta paga sia della tessera vecchia che di quella del sindacato subentrante.
Mauro ribadisce che il contratto nazionale del lavoro chimico-farmaceutico-industriale, all’articolo 56 cita testualmente che, “le deleghe si intendono tacitamente rinnovate di anno in anno, salvo esplicita disdetta da parte dell’interessato da comunicare 30 giorni prima delle normale scadenza che sarà operativa dall’1 gennaio dell’anno successivo”. Chiara la frecciata all’Usi che non ha sottoscritto il contratto nazionale del lavoro.
«Pertanto il passaggio dell’azienda Caffaro sarebbe nullo qualora attivasse il proposito di far pagare entrambe le iscrizioni – dice Mauro –: quella del vecchio sindacato e quella del nuovo. Se l’azienda decide di trattenere in busta paga le due iscrizioni è un problema suo: noi come organizzazione sindacale facciamo riferimento al contratto nazionale che è chiarissimo in merito ed è scevro da interpretazioni». —
F.A.
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