«Un albero per ricordare mio padre Paolo»

Un albero con accanto una targa commemorativa. Da sistemare in un luogo pubblico della sua amata Gorizia. Così la figlia Veronica e la sorella Gabriella vorrebbero ricordare Paolo Ziani, scomparso il 20 giugno del 2008 a soli cinquant’anni. L’idea è piaciuta all’assessore comunale Francesco Del Sordi, che di professione fa la guardia forestale.
Solo che i tempi stringono e i parenti di Paolo temono non possa avverarsi il loro desiderio in occasione del decennale della scomparsa. L’assessore, secondo quanto riferiscono, ha passato la pratica agli uffici dove timbri, scartoffie e autorizzazioni l’hanno rallentata molto. E allora? Mica dovremmo raccontare l’ennesima storia di crudele burocrazia? Non sono ancora stati scelti né il luogo dove sistemare l’albero né il tipo di pianta. La data però è inderogabile: 20 giugno 2018. Il conto alla rovescia è partito e i promotori dell’originale ricordo sono sicuri che l’assessore manterrà l’impegno.
Paolo Ziani, goriziano, è stato un ingegnere idraulico di alto livello con incarichi portati a termine in tutto il mondo. Ma accanto alla professione Ziani si è applicato con successo nella musica, nella falegnameria artistica e nella progettazione navale. «L’albero è il simbolo e l’origine di tutto ciò in cui Paolo credeva e amava con profondo rispetto; è donare rinascita e perdurabile memoria ad un uomo che non ha mai limitato i propri sogni e ha sempre costruito i propri mezzi per realizzarli», scrive accorata la figlia Veronica. Nel 1996 Ziani fondò la propria società “Aqvaria consulting” con la quale sviluppò, dapprima per la Provincia di Gorizia e di seguito per numerosissimi Ato, Comuni, municipalizzate italiane ed estere, un innovativo sistema informatico di gestione delle acque, con piano finanziario, analisi di costi e tariffe. L’amore per la musica, nato con lo studio del pianoforte, lo condusse perfino a costruire moltissimi violini (egli stesso autodidatta nello studio, non solo di questo, ma di molti altri strumenti ancora). I violini sono stati solo il preludio di questo “divertissement”: assieme alle sue delicate sculture, sono arrivati il mobilio, la ristrutturazione della propria casa, per giungere a un’opera immensa, per i più impossibile. Nel 2005 venne varata a Grado la barca a vela in legno, interamente progettata e costruita in tre anni di lavoro solitario nel personale laboratorio di falegnameria, al primo piano di casa. Un’impresa frutto della passione infinita, della dedizione totale e della fede nelle proprie capacità. (r.c.)
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