Un altro groviglio di Tir blocca la A4: un morto
Un’altra croce va ad aggiungersi alle centinaia che già costeggiano l’A4, l’autostrada della morte. Ieri ha perso la vita un camionista ungherese di 35 anni. Si è schiantato con il suo Tir contro un camion che trasportava colla

VENEZIA Un altro schianto, un altro morto. E un’altra croce va ad aggiungersi alle centinaia che già costeggiano l’A4, l’autostrada della morte. Ieri ha perso la vita un camionista ungherese di 35 anni. Si è schiantato con il suo tir contro un camion che trasportava colla. Incastrato tra le lamiere, è morto nonostante per quasi un’ora i medici del Suem abbiano cercato di tenerlo in vita. Un altro morto 24 ore dopo l’ennesima giornata nera lungo l’A4 dove, sulla Udine-Trieste, ci sono stati tre incidenti, un morto e otto feriti. Le croci, dall'inizio dell'anno, tra Venezia a Trieste sono salite a quota 16.
Ieri l'incidente è avvenuto poco dopo le 15.30 in carreggiata est, a cinque chilometri dal casello di Venezia Est in direzione San Donà. In quel momento c’era un forte rallentamento dovuto al grande traffico. Sulla corsia di marcia nord, una lunga fila di camion sta lentamente marciando verso Trieste. All'improvviso, sull’ultimo autoarticolato piomba un tir ungherese. Il primo trasporta fusti pieni di colla, l’altro collettame vario. L’autista non fa in tempo a frenare: quasi sicuramente, non si accorge della colonna e sbatte violentemente. Un botto tremendo. La cabina si spacca in due, il camionista rimane incastrato e privo di sensi. Sul camion che trasporta colla, alcuni fusti si rompono e il liquido inizia a uscire coprendo il manto stradale della sostanza viscida.
L’autostrada si intasa immediatamente (la coda raggiungerà i cinque chilometri) ma i primi soccorritori riescono ad arrivare prima che tutto si paralizzi. Sul posto due squadre dei vigili del fuoco di Mestre e i sanitari del Suem. Non serve far alzare in volo l'elicottero e i soccorritori arrivano lo stesso. Le condizioni del camionista incastrato sono però disperate. Solo un piccolo soffio di vita anima ancora il suo corpo. I pompieri hanno difficoltà ad estrarlo dalle lamiere e la parte inferiore del corpo è dilaniata. Serviranno quasi quaranta minuti per strapparlo da quella morsa infernale.
Un lavoro inutile. Infatti, poco dopo l'uomo muore. La polizia stradale del Coa di Udine, nel frattempo, ha provveduto a chiudere l’autostrada e, in pochi minuti, un enorme ingorgo si forma all'esterno dell'autostrada. Si paralizzano la tangenziale, la statale Triestina e le strade che conducono alla stessa A4. Marcon, Quarto D'Altino, San Donà di Piave, Noventa di Piave, Mogliano e Monastier risentono dell'ingorgo e diventano una distesa di auto immobili.
Ci vogliono ore per rimuovere i mezzi e sistemare il manto stradale, ripulendolo dalla colla anche se dovrà essere riasfaltato. Nello scontro sono rimasti coinvolti complessivamente tre camion e l’autotreno che trasportava colla, in seguito alla collisione, finisce addosso al camion che lo precede. Gli autisti di questi due mezzi, tuttavia, escono illesi dallo scontro.
Solo verso le 20.30 la carreggiata est dell'A4 è stata riaperta ma è stata necessaria un’altra ora e mezza perché ritornasse la normalità in questo angolo del Nordest. Spicchio di un territorio che ha la capacità, quasi ogni giorno, di paralizzare la «locomotiva d'Italia». Nella tarda serata non era ancora stato identificato con certezza il camionista morto. È stato interessato anche il consolato ungherese che, a sua volta, ha avvertito le autorità di Budapest.
L’incidente è avvenuto il giorno dopo un’altra tragedia. Lunedì mattina, infatti, un pullman di turisti romeni aveva tamponato un tir, sulla carreggiata ovest, tra San Giorgio di Nogaro e Latisana. Nello scontro era morta una ragazza di 19 anni.
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