Un miraggio per i pullman raggiungere il San Michele

Non esiste ancora una tempistica certa sull’avvio dei lavori di sistemazione del tratto di strada provinciale 9 Sagrado-Devetachi, protagonista nelle scorse settimane di un cedimento che ne ha imposto l’immediata chiusura. A confermarlo è il sindaco di Sagrado, Marco Vittori, che si dice però convinto che la situazione possa sbloccarsi in tempi ragionevoli.
Il crollo di un camminamento di approccio e la voragine apertasi all’interno del manto stradale lungo la provinciale che conduce alla Zona Monumentale dall’abitato di San Martino del Carso impone una chiusura a tempo indeterminato di quel tratto dell’arteria, ma le soluzioni per raggiungere ugualmente la Zona Sacra ci sono e i disagi sono tutto sommato contenuti.
«Il Comune farà la sua parte ma è chiaro che non dipende solamente dalla nostra buona volontà. La competenza è di Fvg Strade, che ha acquisito la proprietà della ex provinciale – ribadisce Vittori –. L’auspicio è che, ottenuti i necessari nullaosta della Soprintendenza, i lavori possano partire prima possibile, come del resto avvenne anche qualche anno fa. E aggiungo anche – precisa il primo cittadino – che sarebbe opportuna un’indagine approfondita in zona, in modo da non ritrovarci fra qualche anno con la medesima problematica e da acquisire ulteriori informazioni su questo sito di interesse storico. Attendiamo fiduciosi».
La questione sta a cuore al sindaco, e un po’ a tutto l’Isontino, perché il Museo del San Michele e la Zona Sacra continuano a essere raggiungibili solamente dal versante Peteano, e, in alternativa, da Savogna d’Isonzo. E questo penalizza l’afflusso delle corriere in quanto, vista l’ampiezza risicata degli attraversamenti ferroviari, i mezzi devono avere una lunghezza massima di dodici metri causa la difficoltà non solo a raggiungere la vetta ma anche per l’esecuzione delle manovre di inversione di marcia sul piazzale del museo.
Solitamente la strada consigliata per i pullmann era proprio quella chiusa per ragoni di sicurezza. Per gli autobus, l’accesso consigliato era storicamente quello da San Martino del Carso raggiungibile dalla SP 15 a Doberdò del Lago recitava non a caso lo stesso sito web del museo. Una segnaletica provvisoria sta ovviando ai disagi. Un peccato visto l’arrivo della bella stagione e il potenziale flusso di turisti, anche se alla zona espositiva del San Michele continua a esserci ottimismo. «Anche durante il fine settimana abbiamo ricevuto un buon numero di visitatori e comitive provenienti da fuori regione, non c’è motivo di pensare - spiegano alcuni operatori - che nel breve la chiusura del tratto di strada da San Martino possa in qualche modo danneggiare eccessivamente l’afflusso. Certo speriamo in una soluzione rapida del problema». Il camminamento crollato è in termine tecnico un “camminamento di approccio: un passaggio scavato dai soldati italiani per realizzare la cosiddetta Parallela Gini, una trincea che avrebbe dovuto avvicinare i militari agli avamposti austriaci. —
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