Un positivo finora tra i primi 135 tamponi

Si tratta di un bengalese rientrato di recente dal paese d’origine che si era posto autonomamente in isolamento domiciliare
Bonaventura Monfalcone-10.07.2020 Tamponi-Comunità straniera-Oratorio San Michele-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-10.07.2020 Tamponi-Comunità straniera-Oratorio San Michele-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura

Laura Blasich

Uno dei primi 135 tamponi effettuati a Monfalcone su stranieri extracomunitari, dei 272 totali, è risultato positivo al coronavirus. Lo ha riferito ieri, in un tweet, il vicegovernatore della Regione e assessore alla Sanità, Riccardo Riccardi. «Il cittadino bengalese – si legge nel tweet – era recentemente ritornato dal proprio Paese rispettando le regole e mettendosi in isolamento». Si tratta di un bengalese, rientrato dal proprio Paese e che si era posto autonomamente in isolamento domiciliare. Sarà ora l’Asugi a farsi carico dell’uomo, garantendo che osservi la quarantena. Le risposte ai 137 tamponi eseguiti ieri sono attese per lunedì. A fronte dell’esito della campagna di screening preventivo sui cittadini dei Paesi extra Schengen giunti o spostatisi in città dal 1° giugno, il sindaco Anna Cisint ha preannunciato ieri di voler chiedere all’amministrazione regionale di dare seguito all’attività di prevenzione, ritenuta necessaria per individuare e isolare eventuali casi positivi provenienti da Paesi extra Ue e non vanificare quindi gli sforzi, e gli ottimi risultati, effettuati per contenere il diffondersi della pandemia in città (fino a venerdì 23 positivi totali dall’inizio dell’emergenza).

«Io personalmente aggiungerei anche la Croazia – ha detto ieri il sindaco –. Ripeto che quella che abbiamo condotto è un’azione volta alla salute pubblica. Spiace vedere che anche in questo caso c’è chi è fermo sulle proprie ideologie e non ha voluto capirlo». Il sindaco ieri ha aggiunto di essere grata non solo al vicegovernatore Riccardi e all’Azienda sanitaria per il monitoraggio, ma anche alle associazioni dei bengalesi, che hanno collaborato per chiamare a raccolta i soggetti sottoposti a tampone. In totale nella giornata di venerdì e nella mattinata di ieri, al cui termine si è conclusa l’attività coordinata e gestita dal Dipartimento di prevenzione dell’Asugi, sono stati eseguiti 138 tamponi su appuntamento, relativi alle persone indicate dal Comune (in base alle nuove residenze e alle dichiarazioni di ospitalità fornite dalla Questura, entrambe relative al periodo a partire dall’1 giugno), e 134 volontari. In sostanza, quasi metà dei cittadini che si sono sottoposti all’esame si sono presentati in modo spontaneo nell’oratorio San Michele, dove l’Asugi ha operato, con la collaborazione del Comune e grazie alla disponibilità della parrocchia di Sant’Ambrogio.

I tamponi programmati erano 245, ma 45 persone non hanno risposto al telefono, mentre un’altra porzione non è riuscita a prendere permesso dal lavoro. «Un’altra parte infine è risultata non più abitante in città», ha spiegato ieri Jahangir Sarkar dell’Associazione genitori bengalesi che con il Centro culturale islamico Darus Salam di via Duca d’Aosta e con l’associazione Integriamoci si è occupata di contattare gli stranieri. Alcune delle persone sottoposte al tampone nella due giorni erano già in isolamento essendo rientrate dal Bangladesh da 40 giorni. –

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Il Piccolo