Una cura ricostituente a Pieris salva i 6 storici cedri del Libano

Iniettato nel terreno con un macchinario il “brodo nutritivo” contenente funghi che proteggono gli alberi. Le potature di pulizia solamente se sarà necessario
Bonaventura Monfalcone-30.06.2020 Cura alberi-Pieris-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-30.06.2020 Cura alberi-Pieris-foto di Katia Bonaventura

Laura Blasich/SAN CANZIAN

Nessuna potatura, ma una cura ricostituente è stata messa in atto per tentare di salvare gli ultracentenari cedri del Libano che attorniano l’ex scuola elementare ed ex media di Pieris, tornata a rivivere come Casa delle Associazioni e sede dell’ambulatorio dell’Infermiere di comunità. Ad attuarla, secondo quanto deciso dall’amministrazione comunale dopo la fase di indagine diagnostica effettuata lo scorso anno a cura del dottore forestale Giulio Cosola di Trieste, un’impresa specializzata, che martedì mattina ha iniettato nel terreno, a una cinquantina di centimetri di profondità e a una pressione di 8 atmosfere, tramite appositi dispositivi, un “brodo nutritivo” contenente micorrize. Vale a dire funghi che hanno sviluppato la capacità di vivere in simbiosi con le radici degli alberi e che aiutano quindi quest’ultime ad assorbire elementi nutritivi e acqua dal suolo, ricevendo in cambio da esse un continuo rifornimento di zuccheri e altre sostanze nutritive di origine organica. Il maggiore potenziale di assorbimento porta quindi l’albero ad essere più resistente alla siccità, al compattamento del suolo, alla salinità del terreno, agli sbalzi termici e alla presenza di tossine organiche ed inorganiche. Le micorrize in altre parole si comportano come organismi difensivi, fornendo un’adeguata protezione agli alberi nei confronti degli stress ambientali e di alcune malattie radicali causate da funghi patogeni o da nematodi.

Per questo il trattamento di micorizzazione è entrato a pieno titolo tra gli interventi di cura degli stati di sofferenza fisiologica di alcuni alberi. Com’è il caso di due delle enormi piante che circondano l’edificio di via Marconi. «Sono i due cedri che si trovano sulla destra, guardando la facciata – spiega il vicesindaco e assessore con delega all’Ambiente Andrea Alessio, che martedì ha seguito da vicino l’intervento –, e che continueremo a tenere sotto controllo, vista la collocazione e l’utilizzo della Casa delle Associazioni. Gli effetti positivi del trattamento fitosanitario dell’apparato radicale li vedremo nel tempo». Quello effettuato martedì è solo il primo degli interventi programmati per mantenere in salute e in sicurezza i due cedri, che assieme agli altri 4 affiancano l’ex scuola da 120 anni, come sottolinea il vicesindaco. «Se fosse necessario, verrà effettuata qualche potatura, ma solo di “pulizia”», aggiunge Alessio, ribadendo come il Comune abbia deciso di tentare tutte le strade possibili per evitare l’abbattimento dei cedri vista la loro valenza anche storica e non solo ambientale e paesaggistica. «Non è facile vedere sei piante di queste dimensioni e di questa età ancora tutte viventi: sono un patrimonio da non perdere», conclude il vicesindaco.—

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Il Piccolo