UNA REGIONE ISOLATA
È tragico doverlo ammettere, ma incidenti, morti, feriti, code, interruzioni sulla Venezia-Trieste non fanno più notizia. Rientrano nella condizione "normale" di questa autostrada. Fa più notizia se la si percorre senza intoppi, se si riesce ad arrivare per tempo e sani a destinazione. Non commentiamo quindi l'ennesima disgrazia. Facciamo piuttosto il punto sui collegamenti da e verso la nostra regione. Per quanto riguarda l'autostrada c'è solo da constatare che è estremamente precaria e a continuo rischio di interruzione. La ferrovia è a dir poco scadente, sia per i tempi di percorrenza sia per la qualità e il confort dei treni. La crisi dell'Alitalia pone seri interrogativi sulla conservazione dei voli su Milano (già diminuiti) e su Roma. Un quadro, quindi, tutt'altro che rassicurante.
Mentre l'economia richiede infrastrutture di trasporto sempre più efficienti e la gente si muove con crescente frequenza, per lavoro o per turismo o per relazioni, il Friuli Venezia Giulia si trova senza una rete di trasporto appena accettabile. Altro che regione aperta, ponte, ombelico dell'Europa; questa è una regione isolata. Purtroppo le prospettive non sono incoraggianti. Per la terza corsia, a parte gli inevitabili disagi causati dai lavori, si parla di un decennio prima di vederla realizzata.
L'alta velocità/alta capacità su Trieste esiste solo nei sogni. In un interessante convegno sulle infrastrutture in Italia svoltosi nell'ambito del Meeting di Rimini con tutti i responsabili delle varie modalità di trasporto del nostro Paese, nessuno ha menzionato la Tav da Venezia a Trieste. Sono stati citati come indispensabili i trafori del Frejus e del Brennero e l'alta velocità da Milano a Padova. Dovrebbe essere chiaro che non ci sono le risorse per realizzare un'opera che, oltre a non essere prioritaria e strategica per l'Italia, presenta una tratta, la Ronchi-Trieste, di difficilissima realizzazione e di costi proibitivi non giustificati da ritorni economici.
Nessuno ha la bacchetta magica per risolvere i problemi delle infrastrutture di trasporto. Non si chiede quindi al governo nazionale e regionale di fare miracoli. Si può chiedere, però, di impegnarsi a fondo per la loro soluzione, garantendo le risorse necessarie e impostando in modo deciso ed efficiente la gestione di opere complesse. Per quanto riguarda la terza corsia dell'autostrada bisogna che le risorse non siano diluite in tempi lunghissimi, prolungandone così la realizzazione all'infinito, e che la struttura che sovrintende ad essa sappia agire con professionalità e rapidità: i tempi italiani per completare un'opera sono incredibilmente più lunghi di quelli necessari in un qualsiasi paese civile.
Per quanto riguarda l'alta velocità, non è più accettabile sentirsi dire che si farà e che arriverà a Trieste. Bisogna riconoscere che non sarà così e quindi cercare soluzioni alternative, di lungo e di medio periodo, per sciogliere il nodo del trasporto ferroviario, all'interno e con l'esterno. Per la Tav ci sono soluzioni meno costose e più facilmente attuabili. Occorre essere consapevoli che il porto di Trieste non può aspettare opere che non si faranno. Lo scalo di Cervignano era stato pensato proprio in funzione del porto giuliano, e ancora non ha espresso tutte le sue potenzialità. La linea Pontebbana da Udine a Tarvisio è sotto utilizzata. In breve, non è semplice, ma si può liberare il Fvg dal rischio isolamento.
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