Una task force di esperti contro i furti di farmaci e macchinari in ospedale

L’Azienda sanitaria universitaria integrata di Trieste corre ai ripari. Dopo il furto all’ospedale Maggiore di farmaci per oltre 400 mila euro avvenuto alcuni mesi fa, era stato attivato un gruppo multidisciplinare con esperti del settore per valutare quali interventi effettuare al fine di garantire la sicurezza e la privacy. Un lavoro che ora dovrà inevitabilmente essere accelerato dopo che nei gironi scorsi, sempre al Maggiore, è stato portato via un ecodoppler con le relative sonde.
La volontà dell’AsuiTs è di mantenere degli orari di visita sempre molto ampi e per questo è stato richiesto agli esperti di predisporre un capitolato con tutte le modifiche necessarie per individuare e mettere in sicurezza le diverse aree “sensibili”.
Quello dei furti negli ospedali non è un fenomeno nuovo, anche se a Trieste finora i casi erano stati rari e contenuti. Lo scopo è quello di arrivare a creare dei sistemi che impediscano l’accesso alle zone dove sono tenuti i macchinari anche attraverso porte blindate e muri antisfondamento.
Proprio recentemente l’AsuiTs ha predisposto l’acquisto di 20 nuove telecamere al Maggiore per una spesa di 25.880 euro. Il gruppo multidisciplinare è composto da ingegneri, esperti di privacy e responsabili della Direzione medica assieme al referente per la sicurezza e la prevenzione. Oltre alle possibili soluzioni verrà fatto anche un inventario dei macchinari e della strumentazione.
Intanto proseguono le indagini per trovare gli autori del furto dell’ecodoppler dal valore di 40 mila euro. Il macchinario era facilmente occultabile in una borsa. Ne era comunque prevista la sostituzione ed era assicurato. L’AsuiTs conferma che non ci sono stati disagi per l’utenza. Secondo le indiscrezioni si tratta di un furto su commissione. Gli inquirenti hanno acquisito le immagini della videosorveglianza.—
A.P.
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