Una zona speciale per semplificare fisco e burocrazia dentro Portorosega

Nel porto di Monfalcone che a giorni passerà sotto l’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico orientale non può essere esteso il porto franco. Ma si può pensare a una “Zona economica speciale” oppure di “logistica semplificata”. Un’area dove si possono applicare condizioni fiscali e amministrative favorevoli per gli operatori per sette anni rinnovabili per altri sette.
Il Comune di Monfalcone, dopo aver approvato la bozza della variante localizzata in aula, ha firmato le intese con l’Autorità di sistema per il nuovo Piano regolatore portuale. E il sindaco Anna Cisint annuncia che, in base alla legge 18 sulla stabilità, chiederà al presidente della Giunta regionale Massimiliano Fedriga di instaurare una delle due aree speciali per dare allo scalo maggiori opportunità di crescita.
«Sono due strumenti che, se la Regione riesce ad applicare, offre grandi possibilità di sviluppo – conferma il sindaco – altre aree in Italia hanno adottato Zone economiche speciali o logistiche semplificate, garantiscono un veloce sviluppo. Un sistema che vedrà coinvolti tutti gli attori, dall’Autorità di sistema agli interporti e l’aeroporto compresi i sindacati oltre ai sindaci del territorio».
Un’idea nata dal fatto che nonostante Monfalcone sta per entrare a giorni con Trieste nell’Autorità di sistema, non potrà godere dei privilegi del sistema di porto franco che c’è nello scalo triestino e che non può essere esteso al di fuori della provincia. Qualche giorno fa intanto lo stesso Comune di Monfalcone ha firmato le intese sul piano regolatore con l’Autorità di sistema. È dal 1979 che lo scalo di Portorosega non vede un nuovo piano regolatore, strumento indispensabile per lo sviluppo di infrastrutture e traffici .
«Era fondamentale per l’Autorità di sistema acquisire le intese non sono sulle aree del porto ma soprattutto quelle al di fuori che uniscono la città – aggiunge Cisint – ed ora che c’è la firma l’Autorità potrà adottare lo stesso piano e gli adempimenti e il piano potrà entrare in vigore dal primo giugno». L’altro nodo importante è l’approvazione in vista in giunta regionale dello schema di intesa tra Regione e Autorità di sistema per il passaggio gestionale dello scalo di Monfalcone. «Il 20 dicembre è stato fissato il Comitato di gestione del porto – aggiunge il sindaco – e all’ordine del giorno c’è l’approvazione dello schema di intesa con la Regione. Sono stati rispettati i tempi e all’interno dello schema il Comune di Monfalcone ha l’opportunità di interagire sul fronte della pianificazione e la programmazione finanziaria». Su questo ultimo punto è già stato chiarito che le entrate che saranno generate con i traffici verranno reinvestite sul territorio per lo sviluppo dello scalo.
Manca un ultimo punto per il decollo di Portorosega ed è forse quello più complicato: i dragaggi. Che riguardano il canale di accesso al porto, ma anche il Canale Valentinis e quello Est Ovest per il polo nautico del Lisert. Tutti bloccati per confitto di competenze e problemi ambientali. Il sindaco precisa che non ha alcuna intenzione di arrendersi: «Ho avviato un’interlocuzione con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianluca Castaldi – spiega – ho chiesto una convocazione perché la questione va risolta, abbiamo già perso troppo tempo. E mi ha assicurato che la breve data verrà fissata». —
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