Un’azienda dell’appalto non paga i 30 dipendenti «Siamo ormai alla fame»

Bonaventura Monfalcone-02.03.2017 Sciopero a seguito di un decesso-Fincantieri-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura
Bonaventura Monfalcone-02.03.2017 Sciopero a seguito di un decesso-Fincantieri-Monfalcone-foto di Katia Bonaventura

Azienda dell’appalto di Fincantieri in ritardo con il pagamento degli stipendi. Trenta lavoratori si sono rivolti alla Fiom Cgil poiché sono giunti ad un livello non più tollerabile. Se non addirittura “da fame”. In senso letterale del termine, tanto che non sono in grado neppure di «comperarsi da mangiare». Il segretario provinciale della Cgil, Thomas Casotto, definisce il caso un’«emergenza tangibile, una delle tante che abbiamo dovuto affrontare e per la quale auspichiamo che tutti facciano la loro parte». Il sindacato ha aperto la vertenza con l’impresa alla quale lo scorso venerdì ha comunicato la presa in carico della situazione.

L’impresa opera nell’appalto Fincantieri da un paio di anni. I primi sentori di difficoltà s’erano affacciati a fine 2018. Attualmente la Cgil sta raccogliendo le pratiche dei lavoratori al fine di analizzare il quadro generale e contabilizzare le paghe non evase dall’azienda oppure fermatesi ad acconti. Situazioni «variegate – ha spiegato Casotto – che andremo ad approfondire, e comunque piuttosto pesanti. Stiamo via via verificando anche se gli inquadramenti dei lavoratori corrispondano ai livelli retributivi corretti, in linea con il Contratto nazionale del lavoro. Rimane il fatto – continua il sindacalista – che tra questi operai c’è effettivamente chi non riesce neppure a fare la spesa. È intollerabile che non vengano corrisposti gli stipendi». I lavoratori non sono solo stranieri, ma anche italiani. Una vertenza che il segretario della Cgil si augura venga superata nel più breve tempo possibile. «Confidiamo che tutti si impegnino a risolvere la vicenda – aggiunge Casotto –, a partire dalla ditta in questione affinché regolarizzi il rapporto economico con i propri dipendenti, ma ci rivolgiamo anche a Fincantieri che ha contrattualizzato l’impresa al fine di intervenire per quanto di competenza». Nè si esclude il possibile ricorso a vie legali. E «se la situazione non dovesse cambiare, ricorreremo ancora allo sciopero dei lavoratori della ditta», dopo quelli di 2 ore proclamati mercoledì e la scorsa settimana. Una situazione da capire. «Al momento – continua Casotto – non sappiamo perché l’impresa non corrisponda regolarmente gli stipendi. Siamo disponibili a dare il nostro contributo per aiutare la ditta, qualora si trattasse di un problema strutturale. Ora però c’è un problema di ritardi nei pagamenti, per i quali l’azienda comunque non ha avvisato, né dato alcuna spiegazione ai propri dipendenti».—

La. Bo.

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