L’Università di Trieste sempre più attrattiva: gli iscritti crescono del 13,2 per cento
Le immatricolazioni hanno raggiunto quota 4.441. Tra i corsi più gettonati ci sono Fisica, Ingegneria Industriale, IA e Data analytics ed Economia e gestione aziendale. La rettrice: «Merito di orientamento e reputazione»

Orientamento, tradizione, reputazione, innovazione, ricerca e qualità. Si riassume con queste parole l’exploit dell’Università di Trieste per quanto riguarda le immatricolazioni all’anno accademico 2025/26, ma soprattutto si riassume con due numeri: 4.441 iscritti e +13,2% sul periodo precedente (3.920). I dati già ottimi, non sono in ogni caso definitivi. Sono anzi destinati a crescere ulteriormente. Mentre le immatricolazioni alla lauree di primo livello sono chiuse, per quelle ai corsi magistrali c’è ancora tempo. Le iscrizioni chiuderanno con varie scadenze tra dicembre e marzo.
In particolare, nel conteggio attuale non rientrano gli studenti iscritti al cosiddetto “semestre filtro” per l’accesso a Medicina e a Odontoiatria. Sono 650 per 240 posti disponibili e chi rimarrà fuori dal contingente del primo anno potrà comunque iscriversi ad altri percorsi affini.
Il dato del 13,2% è dunque ancora parziale, ma per difetto. «Per noi è un numero importantissimo perché non era semplice raggiungere la doppia cifra visti i numeri da cui partivamo e vista la continua crescita degli anni precedenti», osserva la rettrice Donata Vianelli ricordando l’ottimo lavoro svolto dall’ufficio Orientamento che ha illustrato in tutta Italia e all’estero la qualità e l’innovazione dell’offerta formativa di UniTs e il successo in termini occupazionali per quanto riguarda i laureati magistrali.
«Abbiamo tassi di placement che sono tra i più alti in Italia. Siamo primi per Ingegneria, Economia, Farmacia e area sanitaria, secondi per Giurisprudenza e occupiamo i primi posti con quasi tutti i nostri corsi di laurea. Abbiamo quindi un placement molto elevato, se non totale, entro un anno dalla laurea e poi investiamo tantissimo con l’orientamento nelle scuole superiori e negli eventi di Italia ed estero. È un momento molto importante».
Friuli Venezia Giulia a parte, guardando le regioni di provenienza degli studenti, colpisce che tra le più rappresentate con Veneto, Puglia e Sicilia ci sia la Lombardia, area dove di certo le opportunità di studio non mancano. «Attraiamo dalla Lombardia grazie alle eccellenza - nota Vianelli -. Abbiamo corsi di laurea che sono tra i primi in Italia come valutazione e quando gli studenti scelgono corsi legati, ad esempio, alle lingue, all’interpretazione e traduzione, piuttosto che a Scienze internazionali diplomatiche, si spostano. Ci sono tante università anche sotto casa, però ci sono anche tanti studenti che si spostano alla ricerca dell’ateneo che garantisce la massima qualità. A fare la differenza è anche la città, che sta crescendo tantissimo. La Regione poi, unica in Italia, garantisce il diritto allo studio».
L’Università di Trieste aumenta anche l’attrattività dall’estero, con 875 immatricolati alle sole triennali rispetto ai 700 dell’anno scorso. Le comunità più rappresentate sono Iran, Turchia, Pakistan e Tunisia. «Abbiamo una tradizione di corsi in lingua inglese iniziata nell’area economica molto prima che in altre università italiane, quindi siamo diventati internazionali prima di altri e c’è stato il passaparola».
L’ateneo si conferma sempre più “rosa”, con un’inversione di tendenza nelle lauree scientifico-tecnologiche Stem che, fino a poco tempo fa, contavano l’iscrizione di poche ragazze rispetto alle aree di tipo umanistico-sociale.
Infine, cresce anche il polo di Gorizia: se Scienze internazionali e diplomatiche è stabile, con un numero di iscritti corrispondente al numero programmato, Architettura ha avuto un aumento del 17,5% e Tecniche della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro del 5,9%. —
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