Uomo trovato morto alle “case dei Puffi” di Trieste: cosa sappiamo
Il corpo del 70enne è stato rinvenuto nei pressi dell’atrio di una delle palazzine di via Grego. Non sono stati trovati segni di un’azione violenta

Lo hanno trovato riverso sul pavimento, a poca distanza dall’atrio di ingresso della palazzina. È un settantenne italiano l’uomo rinvenuto domenica mattina al civico 46 di via Grego all’interno del comprensorio Ater delle “case dei puffi” di Borgo San Sergio. Secondo gli accertamenti si tratta di una morte naturale.
Sul posto sono intervenute per prime l’ambulanza e l’automedica del 118 e, subito dopo, una volante della Questura.
Da un primo controllo del corpo non sono apparsi segni o ferite. Un quadro, questo, poi confermato anche dall’ispezione cadaverica del medico legale: non è stato rilevato nulla che potesse far pensare a un decesso dovuto a un’azione violenta compita da terzi.

L’uomo, dunque, non è stato colpito mortalmente. Ma la Polizia, come da protocollo, visto le modalità con cui è stato scoperto il cadavere – era disteso per terra, in un punto defilato rispetto all’atrio di ingresso della palazzina Ater – ha eseguito tutti gli approfondimenti possibili in casi del genere. In linea astratta, infatti, si poteva ipotizzare un’aggressione: il settantenne avrebbe potuto anche essere stato vittima di una possibile rapina o di una colluttazione.
Tutte ipotesi, insomma, che gli investigatori devono sempre verificare fino in fondo in modo da non lasciare nulla di intentato.
Le volanti della Questura sono state dunque affiancate dagli agenti della Polizia Scientifica.
Le operazioni di accertamento si sono protratte per l’intera mattinata. Sono state sentite anche alcune persone, tra cui chi aveva rivenuto il corpo.
Al termine dei rilievi investigativi è stato appurato che la persona è deceduta, come detto, per case puramente naturali.
Il settantenne, probabilmente, è stato colto da un malore improvviso mentre usciva di casa. E in quel momento non c’era nessuno degli inquilini che potesse soccorrerlo e allertare il 112. —
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