Uti, la rivolta di Dolegna «Legge imposta dall’alto»

Il sindaco Bernardis: «Il 15 aprile non parteciperemo ad alcun brindisi: ci sono elementi di anti-costituzionalità in una norma che è totalmente inadeguata»
Di Francesco Fain

DOLEGNA. «Un brindisi il 15 aprile per la nascita dell’Uti Collio-Alto Isonzo? Mi dispiace ma non ci sarà proprio nulla da festeggiare. Entro quella data, il Comune di Dolegna del Collio non approverà alcunché. La legge che quest’amministrazione regionale ci ha imposto è contraria alla volontà popolare».

Diego Bernardis, sindaco leghista di Dolegna del Collio, non ci sta. E il giorno dopo il vertice con la presidente della Regione Serracchiani e gli assessori Panontin e Vito esprime tutte le sue (pesanti e evidenti) perplessità sulla riforma istituzionale. L’ha fatto anche durante la riunione con i vertici regionali.

Bernardis, il suo motto sta diventando “resistere, resistere, resistere”?

Sì. Resisteremo finchè possiamo. La riunione dell’altro pomeriggio non è stata altro che un passaggio formale in cui la Regione ha fornito la sua personale “road map” che noi, chiaramente, non condividiamo.

Peraltro, il suo Comune fa parte di quegli enti locali che hanno fatto ricorso al Tar?

Vero, siamo fra i ricorrenti. Tutti i Comuni che hanno scelto questa strada non hanno approvato nè lo Statuto nè la costituzione delle Uti. Durante la riunione, ho ribadito alla Serracchiani che restiamo fieramente convinti della fondatezza del nostro ricorso e vi dirò di più: aspetto con trepidazione il primo verdetto del Tar.

Perché è così importante questo primo pronunciamento?

È di grande rilevanza perché ci permetterà di capire che linea prenderà il Tribunale amministrativo regionale. In sostanza, riusciremo a capire qual è il pensiero del Tar anche in vista delle future sentenze. Sì, la parola chiave della nostra azione è “resistenza”. Continueremo a resistere ad oltranza.

Peraltro, lei ha portato in campo anche un rilievo di costituzionalità durante la riunione con Serracchiani. Di cosa si tratta?

La Regione vuole togliere i fondi perequativi ai Comuni che non hanno approvato lo Statuto dell’Uti. Mi sembra che sia un provvedimento anti-costituzionale. La presidente della Regione ha dichiarato che sto sbagliando perché hanno sottoposto la questione a esimi giuristi. Vedremo chi ha ragione.

Che tipo di conseguenze economiche avrà il Comune di Dolegna?

Ci penalizzeranno, tagliandoci dai 25mila ai 28mila euro. Ci metteranno in ginocchio. L’obiettivo è di farci chiudere. A quel punto, consegneremo le chiavi del municipio alla Regione. Del resto, è questo ciò che vogliono.

Definisca con tre aggettivi la riforma Panontin...

È una legge inadeguata, contraria alla volontà popolare, forzatamente imposta dall’alto. Ecco perché non c’è proprio nulla da brindare, Figuratevi, all’incontro con Serracchiani mi sono presentato come la... pecora nera. Ma sono orgoglioso di esserlo.

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