Va all’asta il centro logistico della Cunja

È ancora molto bello, sembra nuovo lucente com’è tutto rivestito dalla struttura metallica color argento, vicino ci sono gli ampi magazzini, una realtà che poi si trova in una posizione speciale nel cuore “infrastrutturale” del porto di Monfalcone. Ma quella struttura, un vero centro dedicato proprio alla logistica e ai trasporti, vasto 15mila metri quadrati con 2.600 metri di uffici e 5mila di magazzini, realizzato dall’ingegner Peter Sterni per il gruppo Cunja (Eurocar Logistics) in difficoltà e ormai in liquidazione, non lo vuole proprio nessuno.
Sono passati diversi anni da quando è stata realizzata la struttura di via Grota del Diaul Zot, per dare concretezza al sogno intermodale del gruppo che puntava anche allo sviluppo del porto di Monfalcone, ma il sogno si è spento miseramente, a causa della criri e delle difficoltà economiche che hanno attanagliato il gruppo fino a portarlo alla liquidazione con tanto di intervento del Tribunale di Gorizia che si occupa della vendita di una parte del bene che era stato “ipotecato” da una banca del territorio.
E nonostante i diversi tentativi di rilancio e di ripresa anche da parte del gruppo che in forma ridotta continua a cercare le strade per risollevarsi, l’immobile ora si ripresenta al “mercato” per una possibile vendita. Non un’asta, ma ben due, una che riguarda il complesso del magazzino con tutte le strutture logistiche (il prezzo base è di 300mila euro, con rialzi di 5mila). Un complesso che finora era gestito dalla società Mediterranea (figlia del gruppo Cunja) e che ora è in mano al curatore fallimentare (Ariella Clemente). Una vendita decisa dal Tribunale.
L’altra asta riguarda invece la bellissima palazzina uffici rivestita di struttura metallica, è stata messa in vendita dopo una procedura esecutiva da parte dell’Istituto di credito che aveva finanziato il gruppo Cunja, ed ora per la pratica di vendita è delegato un avvocato, Piero Becci. Il prezzo è ben più alto dei magazzini, si parte da 1milione e 185mila euro, con rilanci minimi di 20mila euro.
Per entrambi gli immobili è prevista una doppia opzione, la vendita senza incanto (l'offerta è immediatamente impegnativa per chi la presenta, non è possibile revocarla e, se c’è un unico offerente, si è obbligati all'acquisto e in caso di rifiuto si perde la cauzione versata) nella data del 10 febbraio (le scadenze sono alle 15 per i magazzini e alle 18 per gli uffici). Se non vanno queste si passa alla vendita con incanto (pur non avendo partecipato alla gara, è possibile fare un'ulteriore offerta entro dieci giorni dall'aggiudicazione, a condizione che la nuova offerta sia superiore di un quinto al prezzo raggiunto in gara e che si versi una cauzione doppia di quella originariamente stabilita per la prima gara) fissata al 17 febbraio. In realtà non è la prima volta che si tenta una vendita, è la quarta e la situazione anche per la crisi economica e la carenza di soldi, diventa sempre più difficile.
Come difficile era diventata la situazione per il gruppo Cunja, entrato come altri nella spirale della crisi dell’autotrasporto, di fronte alla contrazione dei traffici e dalla pesante situazione del porto di Monfalcone con il crollo di sbarchi e imbarchi, costretto qualche anno fa ad aprire la cassintegrazione per 14 autisti e il ricorso alla mobilità per una quindicina tra i quaranta impiegati amministrativi.
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